Riccardo Fraccaro BLOG

A Zeni non interessa il punto nascite di Arco, ma far fuori chi lotta per difenderlo

ZeniLucaLeggiamo che l’assessore Zeni sarebbe disposto a fare il suo dovere – cioè cercare di riaprire il punto nascita di Arco inoltrando una nuova domanda con dati completi – solo se le opposizioni in caso di esito negativo si dimettessero. È chiaro che del punto nascite di Arco non gli interessa nulla, a lui interessa togliere di mezzo chi in questi mesi ha lottato per difendere un servizio sanitario pubblico, in un ambito territoriale che conta un quinto della popolazione del Trentino.

Ma la proposta di Zeni, per quanto ridicola, si rivela anche interessante: intanto perché conferma quanto abbiamo più volte ribadito e cioè che la domanda al Ministero per una nuova deroga si può ripresentare, mentre fino ad ora lui e Rossi lo avevano sempre negato. Inoltre, dicendosi disposto a ripresentare la domanda con i dati forniti dal Comitato, ne conferma la fondatezza, altrimenti farebbe un falso in atto pubblico presentando domanda con dati falsi. Se il Ministero dovesse respingere la nuova richiesta di deroga, Zeni non dovrebbe prendersela con le opposizioni, ma con il Ministro suo alleato, di cui dovrebbe chiedere le dimissioni perché non tutela la salute dei Trentini.

Capiamo che le parole “democrazia” e “autonomia” ormai siano diventate odiose a Zeni e al suo partito, ma l’idea di pretendere l’eliminazione delle opposizioni non sarebbe venuta in mente nemmeno a Mussolini. Invece di giocare al far west, Zeni pensi piuttosto a fare il suo dovere e lavorare per l’interesse dei cittadini che gli pagano lo stipendio, ricordando che oltre 12.000 persone hanno firmato per la riapertura del punto nascite: è a loro che dovrà rendere conto alla scadenza del suo mandato.

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