Riccardo Fraccaro BLOG

Vitalizi. Le bugie hanno le gambe corte

VitaliziNell’autunno 2013, nel pieno della campagna elettorale per le provinciali del Trentino Alto Adige, il M5S aveva sottolineato la fumosità della riforma sui vitalizi dei consiglieri regionali approvata nel 2012. Tale riforma infatti non mirava ad abolire le rendite abusive o a commisurarle ai contributi effettivamente versati ma semplicemente ne rendeva possibile l’attualizzazione per un incasso anticipato.

Le posizioni del M5S vennero sottovalutate dalla stampa locale che comprensibilmente non poteva accusare gli autori della pseudo-riforma sui vitalizi. Questi infatti coincidevano proprio con coloro che garantivano i copiosi introiti derivanti dagli spazi elettorali a pagamento. In pochi casi venne dato spazio all’allarme lanciato dal M5S ma ciò fu tardivo ed insufficiente. Le conseguenze furono inesorabili. La classe politica dirigente con il bene placido delle associazioni di categoria e delle parti sociali fu riconfermata. Tuttavia in pochi si sarebbero aspettati un forte astensionismo (+10%) e soprattutto l’elezione di tre consiglieri regionali per il M5S.

Ora, a distanza di pochi mesi i responsabili della grande censura devono fare i conti con la novità introdotta dal M5S: la trasparenza. Un concetto dal valore universale ma ostacolato dai partiti tradizionali che invece lo vorrebbero applicare solo alle situazioni a loro più convenienti. Diversamente, il M5S applicherà la trasparenza con sistematicità. Il faro di luce puntato sui vitalizi è solo l’inizio del processo di democratizzazione all’interno delle istituzioni.

Le balle da campagna elettorale confezionate ad arte dai partiti prima ci facevano arrabbiare mentre adesso ci fanno sorridere. Sappiamo che con la trasparenza i partiti tradizionali si distruggeranno con le loro stesse mani come ha ben scritto l’attivista trentino Massimo Ruzzenenti. (lettera pubblicata parzialmente su L’Adige).

Le sparate a salve non faranno più effetto, come quando Civico nel dicembre 2013 disse: «Con la riforma delle indennità approvata nel 2012 abbiamo risparmiato millionate, non è che si può sempre partire daccapo perché Grillo si è perso il primo tempo. I consiglieri Pd oggi percepiscono 3800 euro netti al mese, non mi sembra uno scandalo» salvo poi lanciare l’allarme in questi giorni: «si deve intervenire subito». Quasi peggio di Eva Klotz, che sulla falsariga delle dichiarazioni di Dorigatti dice «non avevo capito cosa votavo».

Li smaschereremo tutti, a partire dagli estensori e dai firmatari del testo del disegno di legge del 2012: i membri dell’ufficio di presidenza del consiglio regionale della scorsa legislatura Thaler, Depaoli, Mussner, Civico, Munter e Seppi e dei capigruppo regionali Borga, Chiocchetti, Heiss, Klotz, Lunelli, Ottobre (ancora lui!), Penasa, Pichler (Rolle), Sembenotti e Zeni.

Come potete vedere ci aspetta un lavoro massiccio ma ce la faremo. L’impegno dei nostri moschettieri in Consiglio regionale è lì a dimostrarlo:

Filippo, Paul e Manuela non siete soli!

Related Articles

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: