Riccardo Fraccaro BLOG

Vallotomo: sicurezza subito, è un diritto essenziale di residenti e cittadini

La politica di regime non ama le scelte condivise e non accetta che i cittadini interferiscano con le decisioni prese nel chiuso dei palazzi provinciali, proponendo soluzioni e scenari alternativi a quelli già tracciati.

La politica di regime è arrogante e ottusa: ha occhi e orecchie solo per i professionisti della burocrazia e del cemento armato.

La politica di regime, sventolando il vessillo della “somma urgenza”, ha scelto la linea della repressione contro i cittadini di Mori e contro il paesaggio delle fratte.

Gli avvenimenti delle ultime settimane dimostrano che a Mori la politica locale ha perso completamente il contatto con i cittadini e con la realtà: un’intera borgata è stata militarizzata, ogni richiesta di coinvolgimento, ogni tentativo di trovare una soluzione condivisa sono stati ignorati o soffocati.

Il risultato lo abbiamo oggi sotto gli occhi: presidiati dalle forze dell’ordine, ruspe e camion lavorano a pieno ritmo, distruggendo per sempre una zona agricola, quella delle Fratte, che rappresenta un concentrato di storia, cultura e natura unico al mondo e di inestimabile valore paesaggistico.

Ieri i cittadini hanno occupato l’ufficio del sindaco. Un atto politicamente molto forte, ma che non sorprende se si tiene conto del contesto politico di Mori di questi giorni. Di fronte ad istituzioni sorde e asserragliate dietro la loro muta cortina, forse questo è il solo modo che i cittadini, esasperati dalla mancanza di dialogo, hanno trovato per chiedere l’immediata messa in sicurezza e riavviare il confronto su base paritaria. Un modo provocatorio, ma ricordiamo che la lotta pacifica è spesso il solo strumento di cui dispone la società civile per rivendicare diritti sacrosanti. Del resto, tutti i diritti sociali e lavorativi di cui abbiamo la fortuna di beneficiare oggi non sono piovuti dall’alto, ma sono stati conquistati a seguito di battaglie e proteste dei cittadini, che in maniera spontanea, dal basso, hanno rivendicato le loro istanze. Diritti e conquiste che, non dimentichiamolo, oggi sono in pericolo, se non addirittura già cancellati, proprio da quelle istituzioni che avrebbero invece il compito di tutelarli.

Invece di prendere le distanze e trincerarsi dietro un silenzio ancora più ostinato, politici e amministratori dovrebbero ora avvicinarsi, confrontarsi, ascoltare, chiedersi perché i cittadini hanno bisogno di compiere dimostrazioni eclatanti come questa. Forse perché in Provincia e nello stesso Comune di Mori la “cosa pubblica” viene gestita in maniera verticistica e autoreferenziale. I cittadini non sono sudditi: chiedono di partecipare, di poter entrare nel processo legislativo, di essere protagonisti attivi delle scelte che incidono sul loro futuro; non si accontentano più di delegare a rappresentanti politici che rifiutano il dialogo e si chiudono nelle loro stanze, decidendo solo in base ai propri interessi e non guardando all’interesse primario della collettività.

A Mori, Provincia e Comune hanno deciso di affrontare il problema nella maniera più impattante, ma anche più irrazionale: spazzare via i terrazzamenti agricoli delle Fratte, costruire un vallo-tomo con un muro alto 12 metri e procedere con l’esplosione controllata del diedro roccioso. Si è proceduto all’affidamento diretto, senza confrontare altre possibilità e soluzioni e senza – questo è l’aspetto più grave – centrare l’obiettivo principale, quello cioè di garantire sicurezza immediata ai residenti. I lavori per la costruzione del vallo-tomo, infatti, dureranno mesi: in questo lasso di tempo qualsiasi evento franoso dovesse disgraziatamente verificarsi lascerebbe i cittadini privi di qualsiasi difesa, anche di quella naturale che fino ad ora veniva offerta dai terrazzamenti delle Fratte. E questo ben sapendo che un sistema più sicuro, rapido e meno impattante non solo esiste, ma è stato anche illustrato nel dettaglio da un gruppo di tecnici incaricati dagli stessi cittadini di formulare proposte alternative al vallo-tomo. La dimostrazione che mentre i partiti al governo non si fanno scrupoli a devastare e sfruttare il territorio i cittadini sanno essere molto più saggi e concreti di chi li amministra. Ci auguriamo che almeno il sindaco, che è l’istituzione più vicina alla comunità, li ascolti e torni sui suoi passi.

On. Riccardo Fraccaro – portavoce M5S Camera dei deputati

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