Riccardo Fraccaro BLOG

Usa, rischio recessione: con le riforme interessi tutelati (vedi TTIP) #AmbasciatorPortaPena

150916_bDati allarmanti sull’economia statunitense, che ancora non sono di dominio pubblico, gettano luce sulle dichiarazioni dell’ambasciatore Phillips in merito alle riforme renziane. Gli Usa sono a rischio recessione, per questo ora come non mai hanno bisogno di tutelare i propri interessi: con la vittoria del sì al referendum otterrebbero enormi vantaggi. A rimetterci però sarebbero gli italiani.

La Deutsche Bank ha analizzato il livello di indebitamento delle imprese non finanziarie in rapporto al PIL negli Usa evidenziato che la quota è vicina a quella raggiunta storicamente prima di una recessione. Anche il calo delle entrate e il trend negativo del mercato del lavoro sembrano analoghi a quelli visti prima di una recessione. È il caso di dire, quindi, che ambasciator porta pena.

Negli ultimi anni il Governo di Obama ha fatto pressione sull’Europa, a partire da Atene durante la crisi e da Londra a cavallo della Brexit. Una tradizione che deriva da lontano, già dalla nascita dell’attuale Ue, e si ripercuote da sempre sul nostro Paese. I colossi finanziari e le grandi banche d’affari guardano con molto interesse alla riforma della Costituzione, avendola ispirata: la stessa JP Morgan ha scritto nero su bianco come cambiarla.

Questo perché agli Usa servono mercati a misura delle multinazionali, con zero tutele e barriere sociali, ma soprattutto istituzioni fantoccio come quelle prospettate dalle riforma Renzi-Boschi-Verdini. In caso di vittoria del sì al referendum, sarà scontato anche avere la ratifica degli accordi commerciali devastanti per la nostra economia: il TTIP, che il nominato premier non vede l’ora di approvare. È chiaro che le riforme servono a smantellare la nostra sovranità. Abbiamo il dovere di votare no.

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