Riccardo Fraccaro BLOG

Un deputato si incatena di fronte al Quirinale

imageAlcuni mesi fa un imprenditore scrisse due lettere a Napolitano per richiamarne l’attenzione sulla propria drammatica situazione: vantava crediti per oltre un milione di euro dalla pubblica amministrazione ma, poiché lo Stato non pagava, la sua ditta era stata travolta dai debiti e dal fallimento. Non avendo ricevuto alcuna risposta dal Presidente, ha protestato direttamente di fronte al Quirinale con uno sciopero della fame e della sete: “Rischio di sprofondare nel baratro, gli Enti per cui ho lavorato hanno avuto comportamenti fuorilegge. Con la fine della mia impresa è finita anche la mia onorabilità. Io ora mi sento abbandonato e sono disperato”.

Nulla però in confronto ai problemi che affliggono la vita dell’onorevole Angelo Cera. Il deputato centrista è anche primo cittadino di una centro pugliese di 15mila abitanti ed è sconvolto all’idea di rinunciare al doppio incarico. In base alla legge sull’incompatibilità del 2011, infatti, in Comune è stata votata la sua decadenza da sindaco. Che gravissima ingiustizia lasciarlo con la sola poltrona da parlamentare. Ma Cera non si è arreso e ha portato avanti la sua nobile battaglia, ricevendo l’affettuoso sostegno di Letta: il decreto del “Fare i furbi” ha sancito l’incompatibilità tra sindaco e deputato solo per i Comuni sopra i 20mila abitanti. E così l’onorevole Cera ha fatto ricorso in Tribunale ed è stato reintegrato nel suo incarico cittadino.

Purtroppo però il Consiglio comunale, a fronte della decadenza del sindaco, è ufficialmente sciolto: Cera potrà amministrare solo il giardino di casa sua, e non ci sta. L’onorevole sindaco, allora, si è dichiarato pronto all’estremo gesto: “Faccio lo sciopero della fame e mi incateno davanti al Quirinale”. Presto quindi lo vedremo legato sotto il Colle con la fascia da sindaco, la faccia di bronzo e l’auto blu parcheggiata alle spalle. E magari sarà anche ricevuto in pompa magna da Napolitano, mentre gli imprenditori combattono con le tasse che servono anche a pagare i doppi stipendi dell’onorevole sindaco. Al peggio non c’è mai fine.

Ma d’altra parte, il sindaco Cera è stato filmato mentre dorme durante una seduta in corso alla Camera dei Deputati. L’onorevole Cera ha insultato e minacciato di uccidere a pugni noi parlamentari del MoVimento 5 Stelle, che ci tagliamo lo stipendio per devolverlo alle Pmi strozzate dalla crisi. E ancora oggi, Cera dichiara: “In Parlamento ci sono dei momenti di pausa, specialmente dopo pranzo… Sa, con la pancia piena… ti arriva addosso la stanchezza. Ma sono abbastanza lucido da distinguere chi è un coglione da chi è mezzo coglione”. Sarà quando il doppio poltronista si guarda allo specchio facendosi l’occhiolino. Ecco lo spessore della classe dirigente di questo Paese: è gente come lui che vogliamo cacciare fuori dalle istituzioni. E dobbiamo andare al Governo per mandarli tutti a casa.

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3 Comments

  1. Nicola 9 gennaio 2014 at 19:23

    Caro onorevole Fraccaro,
    ho letto con attenzione la sua “Riflessione/missiva” e ritengo opportuno fare alcune precisazioni. Tale desiderio nasce dal fatto che a me è stato insegnato a dire la verità e di prendere informazioni corrette prima di scrivere o dire qualcosa. In primo luogo parlare di “doppi stipendi” è una falsità: sa o non sa che nell’ipotesi di doppio incarico sindaco-deputato bisogna optare a favore di un solo emolumento? Forse non saprà che il Comune di San Marco in Lamis non sborsa nemmeno un euro a favore dell’on. Cera. Sa cosa significa questo per un Comune fortemente indebitato? In secondo luogo non comprendo il motivo per cui una sentenza del Tribunale non dovrebbe essere rispettata. La giustizia è uguale per tutti o sbaglio? Vi ricordo che mio padre non si è autoproclamato sindaco ma è stato eletto con ampio suffragio (circa 60% delle preferenze) nelle ultime elezioni comunali quando non vi era nessuna norma sulla incompatibilità tra parlamentare e sindaco. C’è o non c’è secondo lei un legittimo interesse a far valere il diritto all’elettorato attivo e passivo?Purtroppo devo rilevare come Voi, pur avendo alla Camera il Presidente della Giunta per le elezioni , nulla avete contestato sulla incompatibilità di 7 sindaci- parlamentari della sinistra aspettando diversi mesi prima che il governo Letta presentasse una legge salva sindaci. Infine consentitemi di dire che mio padre non ha mai avuto un auto blu (nemmeno di colore!). Purtroppo alla cattiva informazione ci siamo abituati e anche vaccinati. Un saluto da un “cittadino” moralmente onesto.

    • Marina 10 gennaio 2014 at 8:50

      Caro Nicola, magari la tua osservazione può anche essere corretta. È vero, tuo padre non percepisce un ulteriore emolumento, ma perdi di vista un concetto
      fondamentale, tuo padre ha per caso il dono dell’ubiquita’? Perché il motivo fondamentale per cui è stata fatta questa legge sulle incompatibilità non riguarda gli emolumenti percepiti ma il fatto che o fai il sindaco oppure il deputato. Se sei stato eletto dai tuoi concittadini per fare il sindaco, quello devi fare e lo devi fare a tempo pieno. E allo stesso modo se una parte di italiani ti ha permesso di sedere in parlamento, quello devi fare e a tempo pieno. Per il rispetto di tutti.

      • Nicola 10 gennaio 2014 at 18:45

        Gentile Marina,
        rispetto la tua opinione ma evidenzio che quando mio padre è stato eletto alla carica di sindaco del Comune di San Marco in Lamis era già parlamentare. Ne consegue che i cittadini con il loro voto di preferenza hanno valutato la compatibilità o meno delle due cariche e hanno espresso una scelta netta. La cosa è ancor più chiara alla luce del fatto che nel ballottaggio la contrapposizione era tra mio padre e una innaturale coalizione tra PDL e Pd (direi primo caso in Italia!). La questione principale è che con la stessa velocità con la quale il Capo dello Stato ha sciolto con decreto il consiglio Comunale si vuole il reintegro dello stesso specie alla luce del fatto che il Sindaco è stato già reintegrato con sentenza del Tribunale. Non ritieni paradossale il fatto che il Sindaco è reintegrato nelle sue funzioni mentre il consiglio comunale è sciolto? In sintesi ciò comporterebbe la indizione di nuove elezioni con il rischio di un probabile dissesto del Comune di San Marco in Lamis. Per il rispetto di tutti.

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