Riccardo Fraccaro BLOG

Trasparenza: Comuni trentini inadempienti, ma la Provincia sceglie di non intervenire

«Già da tempo la Bussola della Trasparenza, lo strumento che serve a monitorare i siti delle pubbliche amministrazioni, ha evidenziato come diversi comuni trentini siano inadempienti in materia di norme sulla trasparenza. Stiamo parlando della violazione di una legge specifica, la n. 33 del 2013. E sebbene il problema sia stato sollevato dal M5S a livello comunale e poi provinciale, la Provincia di Trento si è ben guardata dall’intervenire. Al contrario, se ne è pilatescamente lavata le mani e ha scaricato ogni responsabilità sullo Stato e sull’Anac». Lo fa sapere il deputato M5S Riccardo Fraccaro che proprio sull’atteggiamento di inerzia della Provincia di Trento di fronte alla conclamata inadempienza di alcuni comuni al decreto legislativo 33/2013 sulla trasparenza ha depositato un’interrogazione parlamentare.

«I dati parlano chiaro: il comune di Ala in materia di trasparenza ha totalizzato il punteggio minimo, anzi, il nulla di fatto: 0 punti su 66. Stessa cosa per Dro, che però in seguito alle segnalazioni del M5S è corso ai ripari. Il comune di Tione arriva appena a 20 punti. In base alla legge sulla trasparenza del 2013, i siti delle P.A. devono rispettare una serie di norme e contenuti obbligatori, allo scopo di promuovere la trasparenza e la partecipazione. La Bussola sulla Trasparenza, che è una branca del Ministero per la Semplificazione della pubblica amministrazione, serve proprio a monitorare i siti della P.A., per verificare il rispetto dei requisiti di legge e migliorare la qualità delle informazioni on-line e dei servizi digitali. Alle segnalazioni della Bussola dovrebbe, quindi, seguire una maggiore attenzione ai contenuti da parte degli enti pubblici. Se così non fosse, ecco che tocca alla Provincia intervenire per far sì che gli enti locali interessati migliorino le proprie prestazioni. La Provincia di Trento, però, non solo fa finta di non vedere, ma addirittura se ne chiama fuori, scaricando il compito sull’Anticorruzione. Un atteggiamento del tutto illogico, perché se da un lato è vero che all’Anac spetta la funzione regolatrice, è anche vero che la Provincia non può fare come Ponzio Pilato e lavarsene le mani: tra le sue funzioni c’è anche quella di vigilare sui comuni e intervenire in caso di mancata applicazione di leggi statali. L’aspetto assurdo della situazione è che stiamo parlando di una legge nata per favorire forme diffuse e partecipate di controllo sulle funzioni istituzionali e sull’utilizzo delle risorse pubbliche. Strano che proprio in questo caso la Provincia voglia rinunciare alle sue prerogative e demandare tutto all’intervento dello stato centrale».

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