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Ticket sanitari per i Trentini? Servono per pagare i vitalizi

ticket per vitalizi«Se la battaglia contro i vitalizi fosse stata condotta come chiedeva il MoVimento 5 Stelle non ci sarebbe stato bisogno di aumentare i ticket sanitari, come ha fatto Rossi in provincia di Trento». Commenta così il deputato e portavoce del MoVimento 5 Stelle Riccardo Fraccaro le dichiarazioni entusiaste della Presidente del Consiglio Regionale Chiara Avanzo apparse sula stampa in questi giorni. Per Fraccaro è positiva la scelta della Regione di investire il denaro recuperato in progetti per il lavoro giovanile e le famiglie. «Ma non si può parlare di vittoria se ai politici ed ex politici continuano ad arrivare bonifici milionari, mentre i risparmi dei cittadini sono continuamente salassati da nuove imposte. Prendiamo il caso dei ticket sanitari di recente introdotti in provincia di Trento dal governatore Rossi anche sulle ricette mediche, oltre che sulle visite specialistiche, che dovrebbero garantire un gettito annuo di 3,8 milioni di euro secondo le stime del bilancio provinciale. Secondo il M5S, se i vitalizi fossero restituiti per intero, si sarebbe potuta evitare non solo questa ulteriore tassa, ma addirittura azzerare del tutto i ticket sanitari. Oggi, invece, i Trentini si trovano a dover pagare di più i ticket sanitari, se il denaro finito iniquamente nelle casse dei politici ritornasse nelle casse della Regione potrebbero non pagarlo per diversi anni. Mi domando come può una classe politica che incassa i vitalizi, affermare che non ci sono risorse e aumentare i ticket sanitari. Dove sono la coerenza, la giustizia sociale?».

Per Fraccaro, «si sarebbe potuto fare molto di più per la collettività. In base alla legge 4/2014, consiglieri ed ex consiglieri sono obbligati a restituire solo una parte dei vitalizi incassati. E quello fino ad oggi recuperato è ben poca cosa rispetto al totale speso dalla Regione, anche considerando che si tratta in molti casi di restituzioni temporanee di coloro che non avevano ancora maturato i requisiti anagrafici per incassare il vitalizio ma che, una volta maturati, ne avranno diritto».

Fraccaro punta, infine, il dito contro quegli irriducibili che hanno presentato ricorso. «Tra questi ex consiglieri, alcuni sono tuttora iscritti ai partiti che compongono le coalizioni di governo delle provincie di Trento e Bolzano. Com’è possibile che questi partiti, che si dicono in prima linea nella battaglia contro i vitalizi, accettino di avere tra le proprie fila persone che difendono ancora un sistema scandaloso, frutto di una legge iniqua?»

 

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