Riccardo Fraccaro BLOG

Subito a casa i berluschini di centro e di sinistra in conflitto di interessi

pdset-2La Camera ha respinto l’emendamento del M5S alla legge elettorale sul conflitto di interessi con il voto compatto della casta. Il Forza Italicum si regge sull’accordo tra Renzi e Berlusconi, certo,  ma il pregiudicato non è ovviamente l’unico ad essere entrato in Parlamento per tutelare i propri affari privati invece del bene collettivo. Infatti sono ben 7 i deputati attualmente sottoposti al vaglio della Giunta delle elezioni, avendo ruoli di comando in società legate allo Stato e dunque in pieno conflitto di interessi. Alberto Bombassei di Scelta Civica, Matteo Colaninno del Pd,  Salvatore Matarrese e Paolo Vitelli, sempre di Scelta Civica,  Giampaolo Galli ancora del Pd, Gregorio Gitti di Popolari per l’Italia e il montiano Angelo D’Agostino sono tutti ineleggibili per il palese conflitto tra le loro cariche societarie ed il ruolo di parlamentari. C’è poco da inciuciare: subito a casa i berluschini di centro e di sinistra in conflitto di interessi.

I parlamentari non si dividono tra destra, centro e sinistra ma semplicemente tra chi tutela gli interessi dei poteri forti e chi fa solo gli interessi propri. I partiti vengono da sempre usati come taxi dalle aziende private, che li pagano per farsi portare dove vogliono. Spesso invece sono deputati e senatori che dirottano le istituzioni: salgono a bordo solo per deviare la rotta dell’interesse pubblico ed ottenere il proprio tornaconto personale. Abbiamo già denunciato il meccanismo clientelare del finanziamento privato ai parlamentari: oltre 61 milioni di euro finiscono nelle loro onorevoli tasche da lobbisti, gruppi di potere e comitati d’affari in assenza di adeguate misure di trasparenza. Anche per questo ci siamo opposti alla controriforma dei cosiddetti rimborsi elettorali: è evidente che, senza adeguati controlli, deputati e senatori porteranno avanti gli interessi particolari, non l’interesse generale.

Sempre più spesso però i parlamentari, oltre a curare gli interessi dei propri finanziatori, sono deputati ai propri affari privati. È il caso, appunto, dei magnifici 7. Bombassei è presidente della Kilometro Rosso, società privata che lavora per il Ministero della pubblica istruzione. Nella squadra dei berluschini del Pd la fascia di capitano spetta a Colaninno, vicepresidente di Piaggio e membro del cda di Intermarine Spa, attiva nella produzione navale da difesa con cliente, ovviamente, lo Stato. Vitelli è presidente di Azimut Benetti che ha una concessione pubblica per i cantieri di Livorno. Matarrese è nel ramo dell’edilizia con aziende che prendono soldi dallo Stato. Gitti è consigliere d’amministrazione della Bassilichi Spa che lavora con Asl, università, regioni e enti locali. D’Agostino è un imprenditore legato a numerose società di costruzione che partecipano ad appalti pubblici. Infine Galli è nel cda di Cerved Group e Fondiaria.

Insomma, i magnifici 7 non possono svolgere il proprio ruolo di amministratori pubblici senza entrare in conflitto con gli interessi delle aziende private che rappresentano, lo abbiamo proposto con i nostri emendamenti alla legge elettorale e un apposito disegno di legge a mia prima firma. La politica dev’essere intesa come un servizio civile, non come uno strumento di arricchimento personale. Dopo 20 anni di inciuci abbiamo fatto decadere Berlusconi, ora #acasaiberluschini!

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