Riccardo Fraccaro BLOG

Stipendi dei dipendenti del Parlamento: Renzi usa l’accetta solo per tagliare la democrazia

Palazzo Montecitorio, RomaIl Comitato per gli affari del Personale della Camera e l’omologo organo del Senato hanno approvato una bozza di accordo con cui si fisseranno i limiti alle retribuzioni dei dipendenti del Parlamento: 240 mila euro annui, in teoria. In realtà la misura è ben diversa da quella applicata nell’ordinamento generale: alcuni istituti, quali gli oneri previdenziali e le indennità di funzione, rimarranno fuori dal computo del tetto, che finirà così per essere più alto di quello applicato all’esterno. Anche grazie al cosiddetto contributo di disponibilità: 24 mila euro corrisposti in caso di poche assenze, un premio extra per chi si presenta regolarmente a lavoro.

 


Il limite retributivo, quindi, è solo fittizio: i superburocrati di Montecitorio e Palazzo Madama continueranno a rappresentare una casta impermeabile alle condizioni di crisi del Paese. Una situazione analoga a quanto previsto per le retribuzioni dei dipendenti del Quirinale, con una differenza: qui verrà applicato solo un contributo di solidarietà per tre anni alle retribuzioni eccedenti il tetto, mentre siamo riusciti ad ottenere che gli stipendi dei dipendenti del Parlamento siano decurtati definitivamente, anche se in maniera progressiva.

 

 

A regime il “tetto” sarà di 240 mila euro a cui si aggiungeranno comunque indennità di funzione, oneri previdenziali, contributo di disponibilità… In questo modo gli emolumenti totali percepiti ammonteranno a quasi 400mila euro! Insomma, a dispetto degli annunci non verrà introdotto un limite immediato e netto alle retribuzioni del personale del Parlamento: Renzi usa l’accetta solo quando si tratta di tagliare la democrazia.

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