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«Al carcere di Gardolo carenza di personale e sicurezza a rischio». Fraccaro sollecita il Governo a rispondere alle interrogazioni parlamentari

polizia_penitenziaria«Da oltre un anno ho portato i problemi della struttura carceraria di Spini di Gardolo all’attenzione del Ministro della Giustizia, ma senza mai ottenere risposta. Non si tratta solo di un problema di sovraffollamento: i problemi interessano sia il personale di polizia penitenziaria, sia i detenuti, sia il livello di sicurezza collettivo. Il Governo ha l’obbligo di rispondere agli atti di sindacato ispettivo e se non può farlo deve indicare il motivo». Il deputato M5S Riccardo Fraccaro è intervenuto ieri in Parlamento sollecitando il Ministro della Giustizia Orlando, che tra l’altro avrebbe anche dovuto discutere di questi temi con il Governatore Rossi salvo poi disdire l’incontro, a rispondere alle numerose interrogazioni sul carcere di Spini di Gardolo depositate gli scorsi mesi.

«Le questioni più urgenti sono la carenza di organico e il pericolo di sovraffollamento della struttura. Sul primo punto sono intervenuto con due interrogazioni: con la 4/07333 del 18 dicembre 2014, ho chiesto al Governo se sia previsto un adeguamento della pianta organica degli agenti impiegati nel nucleo traduzioni e piantonamenti, per rimediare al sottodimensionamento delle scorte e assicurare un adeguato livello di sicurezza, mentre con la 4/09687 del 3 luglio 2015 ho sollecitato per sapere in che tempi il Governo intenda assegnare il personale richiesto dal provveditorato, al fine di riportare la situazione sotto il livello di rischio. È chiaro che il problema della carenza di organico si fa più grave nel momento in cui si annuncia l’arrivo di altri 50 detenuti. La struttura è progettata per ospitare al massimo 240 detenuti, ma attualmente ve ne sono già 300. Stiamo già sforando i limiti e se il numero crescerà ancora, capiamo che la situazione è al limite. Di questo ho chiesto spiegazione al Governo con l’interrogazione 4/11308 del 27 novembre 2015, firmata anche dai deputati Businarolo e Ferraresi, visto che la capienza della struttura è normata da precisi accordi tra la Provincia e lo Stato italiano, sottoscritti all’epoca dal governatore Dellai. Sempre per ovviare ai problemi di organico, ma anche per migliorare l’assistenza sanitaria dei detenuti, con l’interrogazione 4/06976 del 21 novembre 2014 avevo chiesto di dotare il carcere di Trento di un apparecchio radiografico, per effettuare gli esami internamente ed evitare trasferimenti esterni, che gravano sul personale già scarso. Con l’interrogazione 4/06623 del 28 ottobre 2014, infine, ho chiesto al Ministro che nell’assegnazione degli alloggi al personale di polizia penitenziaria siano tutelate le famiglie più disagiate. Soprattutto sui problemi di sovraffollamento e di carenza di personale il Governo deve dare risposte chiare e immediate, perché un quadro del genere non è accettabile: il mancato rispetto degli accordi sottoscritti non consente al personale di svolgere il proprio lavoro e non garantisce alla collettività la necessaria sicurezza».

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