Riccardo Fraccaro BLOG

Se Atene piange, Bruxelles non ride

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Disoccupazione al 37,5%, Stato sociale smantellato, povertà dilagante, compro oro presi d’assalto: la Grecia è vicina, se Atene piange Bruxelles non ride. Scene del disastro dopo la Troika raccontate dal professor Dario Tulipano:

Calcide (Χαλκίδα in greco) è la città più importante dell’isola di Eubea a circa 70 km nord est di Atene. La città è abbracciata dal mare Egeo ed unita alla terra ferma da un ponte sotto il quale le acque si alternano da ovest verso est. Dal lungomare se si guarda verso nord si può vedere la terra da cui partì la flotta greca alla conquista di Troia, previo il sacrificio della giovane Ifigenia. Palazzi in stile liberty si specchiano sul mare alternati a pub e taverne piene di gente che si diverte e spera.
La città è piccola, affascinante, ingenua. Parlo con Tatiana e suo padre Dimos (diminuitivo per Demostene) e mi dicono che non c’è niente da ridere e che le speranze sembrano miraggi sbiaditi ma non si può vivere di disperazione. Per questo il popolo greco si ostina a vivere e, soprattutto, a solidarizzare. La gente fa la spesa per sé e compra sempre qualcosa in più per i più bisognosi del loro quartiere o del loro condominio. Fuori da supermercati vengono lasciati dei sacchetti pieni di beni di prima necessità e chi vuole può prenderli. Nelle piazze più frequentate sulle panchine vengono lasciati contenitori termici con cibo già cotto. Il popolo greco si aiuta laddove il suo governo lo affossa. Atene è senza traffico perché la gente o non può permettersi la benzina o ha l’auto pignorata dalla banca o gira lo stesso ma senza assicurazione. L’economia greca è in ripresa ma a che prezzo? Disoccupazione al 37,5 %, stato sociale smantellato, compro oro e banchi di pegni presi d’assolto da gente si impegna anche le lenzuola buone del corredo. Il premier Samaràs teme la vittoria di Tsipras alle possibili elezioni politiche. Come spiegherà ai suoi mandanti europei che la Grecia potrebbe uscire dall’Euro? Come spiegherà al popolo greco che la legge di Stato che prevede l’implementazione del reddito minimo di cittadinanza in Grecia non è ancora passato attraverso l’applicazione sperimentale come votato dal parlamento? È questa la soluzione che l’Europa pretende sia applicabile e salvifica per la crisi? Mi viene in mento Tacito “Ubi solitudinem faciunt pacem appellant.” Là dove creano il deserto lo chiamano pace!

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