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Scuole private: contratti al ribasso e insegnanti vessati. E dalla Provincia arrivano 163 milioni di soldi pubblici

aula_studenti«Piegato agli interessi e alle richieste delle scuole private, un Governatore faccendiere che usa l’Autonomia in maniera autolesionista, sta distruggendo la formazione professionale pubblica, uno dei fiori all’occhiello dell’istruzione trentina. Adottando il contratto collettivo nazionale, alcuni enti privati di formazione professionale hanno di fatto peggiorato le condizioni lavorative e retributive dei docenti. Ma intanto il finanziamento provinciale di cui questi enti beneficiano è rimasto invariato». A lanciare l’allarme sono il deputato Riccardo Fraccaro e il consigliere provinciale Filippo Degasperi del MoVimento 5 Stelle, che sul finanziamento pubblico agli istituti di formazione professionale privata della provincia di Trento vogliono vederci chiaro una volta per tutte.

Degasperi chiederà conto al Presidente Rossi nella giornata di domani (martedì 15 settembre) con una question time, per sapere se il finanziamento provinciale agli istituti privati che in questi ultimi due anni hanno deciso di adottare per i loro dipendenti il contratto nazionale al posto di quello provinciale siano stati congruamente ridotti. «Le modalità di finanziamento delle scuole di formazione professionale privata – spiegano Fraccaro e Degasperi – prevedono espressamente che la Provincia riconosca i costi per la remunerazione dei dipendenti sulla base del contratto collettivo applicato. A fronte di un minore stipendio per i docenti, tuttavia, non ci risulta che sia corrisposta una riduzione del finanziamento provinciale, che per il prossimo triennio sarà di 163 milioni di euro.

Inoltre, dal comunicato stampa della Provincia (n. 2122 del 31 agosto 2015) apprendiamo che per l’anno scolastico 2015/16 alle scuole paritarie sono stati assegnati 44 milioni di euro (su 4562 studenti) e 10 milioni di euro agli istituti professionali provinciali (1612 studenti). Considerando l’importo finanziato e il numero di alunni iscritti risulta che il costo per studente nelle paritarie è di 9.458 euro, mentre negli istituti professionali provinciali è di 6.200 euro. Una differenza del 50% fa sorgere il dubbio che nelle scuole paritarie qualcosa non funzioni».

Oltre al già noto caso dell’ente Canossa, nell’agosto 2015 altri due enti di formazione privati, Artigianelli di Trento e Veronesi di Rovereto, hanno deciso unilateralmente la disdetta del contratto provinciale, per passare a quello nazionale: «Si tratta – spiegano i portavoce M5S – di un contratto molto più conveniente per gli enti, ma nettamente sfavorevole per gli insegnanti, che aumenta le ore di lezione frontali e le settimane di attività, ma senza una contropartita economica. Tale scelta, di cui sfuggono le ragioni, svilisce di fatto il concetto di Autonomia e priva di contenuti l’opportunità dedicata alla formazione professionale. Sarebbe infatti naturale attendersi percorsi originali, mentre in questo caso si assiste alla replica di strumenti che hanno già dimostrato altrove di non funzionare».

Riccardo Fraccaro e Filippo Degasperi – MoVimento 5 Stelle

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