Riccardo Fraccaro BLOG

Scoppia lo scandalo Consip e il Governo arresta i magistrati. #IoVoglioGiustizia!

Lo scandalo Consip, emerso grazie al fondamentale strumento di indagine delle intercettazioni, ha scoperchiato il verminaio della corruzione annidato fin dentro le istituzioni. Nell’inchiesta sulle mazzette nel più grande appalto pubblico d’Europa sono coinvolti Luca Lotti, Tiziano Renzi e il finanziatore renziano Alfredo Romeo. Uno scandalo che sta travolgendo il Pd e il giglio magico di Renzi, per questo il Governo corre ai ripari.

Con il ddl penale, su cui ha messo la fiducia, vengono colpite proprio le intercettazioni anzitutto tagliando di 80 milioni i fondi destinati. Inoltre vietano le intercettazioni fatte nei luoghi principali dei sospettati (casa, ufficio etc). A meno che il magistrato non abbia la certezza che si stia compiendo un reato. Ma le intercettazioni servono proprio a scoprire se questo avviene!

Vengono poi ridotti i tempi per le indagini preliminari sulla corruzione, 3 mesi prorogabili solo una volta, affossando in partenza la possibilità di ottenere tutti gli elementi utili per esercitare l’azione penale. Infine, per annichilire ulteriormente ogni inchiesta, il Governo ha addirittura previsto il carcere fino a 4 anni di carcere per chi diffonde riprese audio o registrazioni di conversazioni, anche telefoniche, svolte di nascosto. Mani legate ai magistrati, bastoni tra le ruote alle indagini e bavaglio a chi fa informazione: un regalo con i fiocchi ai corrotti.

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