Riccardo Fraccaro BLOG

Rifugiati arrestati a Trento, serve identificazione entro 30 giorni e accoglienza diffusa

È di oggi la notizia dell’arresto a Trento di alcuni profughi per traffico di sostanze stupefacenti e riciclaggio. Un’operazione condotta egregiamente dalle forze dell’ordine locali, alle quali va il nostro plauso e il nostro ringraziamento. Questo episodio, tuttavia, deve fare riflettere sulle gravissime carenze del sistema nazionale e provinciale di accoglienza dei migranti.

Un sistema di accoglienza efficiente deve prevedere prima di tutto tempi rapidi di identificazione e controlli a tappeto. Solo in questo modo episodi come quello avvenuto in Trentino possono essere evitati. Le persone arrestate erano ospiti delle strutture provinciali di accoglienza. Se queste persone ospitate dallo Stato hanno avuto la possibilità di spacciare di fronte alle scuole ciò significa che i controlli e la prevenzione non sono sufficienti.

Personalmente se fossi sindaco non accetterei di ospitare richiedenti asilo senza la garanzia che:
– l’identificazione avvenga entro il termine perentorio di un mese (il sindaco è responsabile della sicurezza dei suoi concittadini);
– il numero di richiedenti asilo da accogliere non superi la proporzione oggi più che sostenibile di un profugo ogni mille abitanti (non possiamo creare ghetti ammassando centinaia di persone che così non si integreranno mai).

Per uscire da questa situazione è sufficiente che il Governo accolga le proposte del M5S, che ha chiesto da tempo un piano di assunzioni per rendere rapide ed efficienti le commissioni che hanno il compito di identificare i migranti e valutare le loro richieste di asilo. Chi non ha i requisiti o commette reati va rimpatriato.

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Aggiornamento:

Le dichiarazioni del sindaco di Trento Andreatta a commento dell’operazione della squadra mobile di Trento che ha portato all’arresto dei componenti di una banda criminale di profughi richiedenti asilo, fanno accapponare la pelle e sono irricevibili. Il sindaco è responsabile della sicurezza dei suoi concittadini: come può dichiararsi soddisfatto di una simile situazione? Ricordiamo al sindaco che quello che lui chiama “un fatto positivo per il territorio” è costato un morto e altri diversi casi di overdose. Ribadiamo come non si possa attendere il verificarsi di avvenimenti drammatici o di episodi potenzialmente pericolosi per intervenire. Bisogna giocare d’anticipo, pretendendo l’identificazione dei richiedenti asilo entro un massimo di 30 giorni e controlli efficaci nei centri di accoglienza.

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