Riccardo Fraccaro BLOG

Riforme costituzionali dal basso. Il caso irlandese.

riforme dal bassoNei giorni scorsi ho incontrato Paul Blokker, docente presso il dipartimento di Sociologia dell’Università di Trento e coordinatore del progetto di ricerca transnazionale CoPolis. Mi sono rivolto a lui per fare il punto sulla relazione tra crisi della rappresentanza e crisi economico-sociale e per delineare possibili vie d’uscita a questa situazione caratterizzata da una preoccupante mancanza di fiducia nelle istituzioni.

In Europa, l’acuirsi della crisi economica in taluni contesti ha portato a nuove forme di partecipazione finalizzate alla ridefinizione delle regole di funzionamento dell’ordine costituzionale. Nella fattispecie, prima in Islanda e poi in Irlanda, il declino del ruolo dello stato nazionale ha accentuato il bisogno di riforme e ha indotto i governi all’adozione di innovativi metodi basati sul concetto di demosortecrazia per la formulazione di nuove proposte. Nel corso dell’intervista, Blokker ha individuato i fattori decisivi che hanno permesso l’avvio di simili processi di costituzionalismo popolare e che invece non si sono evidenziati in altre realtà nazionali come ad esempio Grecia e Italia.

Nella fattispecie, Blokker ha descritto come in Irlanda nel 2012 si sia deciso di andare oltre il semplice diritto di veto sulle modifiche costituzionali garantito ai cittadini attraverso lo strumento del referendum confermativo obbligatorio. E’ stato avviato un processo di riforma dal basso istituendo un’Assemblea Costituente composta da 33 politici e da 66 cittadini estratti a sorte a rappresentanza di tutte le categorie sociali e tutti i territori. Grazie alla proficua interazione tra cittadini e politici e all’azione facilitatrice di personalità accademiche, i risultati sono stati consistenti.

L’intervista si conclude ipotizzando la possibilità di esportare il modello adottato nel processo di rigenerazione democratica irlandese agli altri stati europei ed in particolare all’Italia. Il M5S guarda ad un’Europa dei popoli dove le regole siano dettate dai cittadini e non dalle persone giuridiche, dalle banche e dalle lobbies. Il MoVimento andrà in Europa e seguirà la strada delle riforme costituzionali dal basso perché solo i cittadini possono disegnare un futuro di speranza, solidarietà e condivisione. Nessuno deve rimanere indietro, con il M5S le istituzioni saranno a misura d’uomo.

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