Riccardo Fraccaro BLOG

Riforma Statuto di Autonomia: l’esasperante miopia del centrosinistra

Riforma dello Statuto un'esasperante miopiaDa qualche giorno in Trentino ha ufficialmente preso il via il complesso percorso destinato a concludersi con l’elaborazione di un nuovo Terzo Statuto, all’interno nel quale dovrà trovare spazio e definizione una nuova impostazione complessiva delle autonomie e delle deleghe che lo Stato ha affidato alla nostra Regione e alle due Province di Trento e di Bolzano.

Un percorso che è iniziato nel peggiore dei modi, senza alcun coinvolgimento reale della società civile e che come primo passo ha visto fino ad ora il deposito del contestato disegno di legge costituzionale di riforma dello Statuto, ora sconfessato dal presidente Bruno Dorigatti e dal PD trentino.

In uno scenario così delicato ecco emergere ancora una volta l’esasperante miopia politica del centro sinistra autonomista, una miopia che si accompagna alla consueta frammentazione disorientativa e che sta portando la nostra Provincia all’autodistruzione.

Nell’arcipelago estremamente liquido, frammentato e diviso in cui sono precipitati i partiti trentini, l’Alto Adige sta poco alla volta scaricando il Trentino, un po’ come ci si libera di una zavorra fastidiosa, ma cercando di salvare le apparenze e di non darlo troppo a vedere: la dimostrazione è il progressivo svuotamento delle competenze della Regione. Uno svuotamento che il ddl Zeller-Palermo contribuisce ad avallare e che costituisce un elemento esiziale di fragilità, in quanto con l’indebolimento della Regione viene meno quella che è la struttura portante dell’Autonomia trentina. In questi giorni, quasi per autoconvincersi che la nostra autonomia non corra alcun rischio, non si fa che citare come un mantra l’accordo Degasperi-Gruber. Ma si tratta di un falso mito. Contrariamente al pensiero corrente, l’accordo Degasperi-Gruber non protegge il Trentino, bensì la minoranza linguistica tedesca. Solo la Regione tiene il Trentino agganciato alle tutele internazionali.

Insomma, i sudtirolesi sono già pronti a cedere il Trentino alla follia accentratrice di Renzi, che da tempo prepara l’eliminazione delle autonomie speciali: un progetto sciagurato che il PD locale, col suo doppio gioco, cerca malamente di coprire. Anche il PATT ne è consapevole, ma preferisce far finta di nulla, per non perdere il suo piccolo feudo di potere e ricchezza.

A torto il presidente Dorigatti parla di “sgarbo istituzionale”: lo sgarbo è tutto politico e avviene all’interno di un centro sinistra che non è più autonomo da tempo e le cui infinite contraddizioni e sistematiche sottrazioni di responsabilità stanno portando il Trentino a perdere di vista la propria identità collettiva e a confluire inesorabilmente e necessariamente nelle lande del centralismo renziano.

In un contesto come quello che abbiamo appena delineato, qualsiasi modifica dello Statuto di Autonomia rischia di generare un vulnus irreparabile. Lo Statuto non va toccato da chi ha dimostrato di non essere in grado di produrre un ragionamento lungimirante sulle peculiarità, le necessità e le sfide dei nostri territori. Al contrario, lo Statuto va blindato e messo in sicurezza. L’unico modo di pervenire a un aggiornamento ragionato e condiviso, che sia lo specchio fedele della società e del territorio, è iniziare fin d’ora un percorso culturale dal basso, che faccia sentire l’Autonomia sempre più come un valore dei Trentini e non dei politici trentini.

Dalla deriva centralista di Renzi ci si difende in due modi: rivendicando e difendendo le giuste istanze di autonomia e allargando il coinvolgimento dei cittadini nei processi decisionali. A livello locale questo si può ottenere approvando subito la legge di iniziativa popolare per la democrazia diretta e avviando un percorso culturale che renda consapevoli delle ragioni storiche e sociali che hanno portato il Trentino ad acquisite lo status di autonomia speciale. A livello nazionale serve un atto politico più forte e incisivo di tutti quelli messi in campo oggi: per questo è necessario che le forze politiche di Trento e Bolzano smettano una buona volta di limitarsi a difendere il proprio fortino, ma si muovano unite e compatte, per presentare in Parlamento una proposta di legge che riconosca anche agli altri territori e regioni l’Autonomia che noi conosciamo.

 

Riccardo Fraccaro

portavoce alla Camera dei Deputati, Trentino – Alto Adige/Südtirol

*intervento pubblicato sulle testate Corriere del Trentino e Corriere dell’Alto Adige in data 12 febbraio 2016

Corriere Trentino

Related Articles

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: