Riccardo Fraccaro BLOG

Richiesta ufficiale di dimissioni per i membri del Consiglio di gestione di BBT SE

dimissioniIl Codice di comportamento della società BBT SE, il cui 50% è posseduto da RFI, Province di Bolzano, Trento e Verona, prevede che l’azienda operi nel massimo della trasparenza e fornendo informazioni complete alle autorità pubbliche. Si legge nell’articolo 5.8: «Le informazioni che vengono diffuse dalla Società sono complete, trasparenti, comprensibili ed accurate, in modo da permettere ai destinatari di assumere decisioni consapevoli in merito alle relazioni da intrattenere con essa» e nell’articolo 6.2: «La Società si adopera affinché i rapporti con le autorità pubbliche […] siano improntati a criteri di trasparenza, professionalità e massima collaborazione».

Oggi il M5S ha reso pubblico l’intero studio sulla salute pubblica – realizzato nel 2006 ma secretato fino ad ora nonostante le numerose richieste da parte di diversi rappresentanti eletti dai cittadini – dimostrando che gli amministratori della società hanno tradito il Codice di comportamento in due dei suoi punti etici fondamentali: trasparenza e completezza delle informazioni.

Il M5S richiede quindi le dimissioni di Konrad Bergmeister e Raffaele Zurlo, membri del Consiglio di gestione della società.

Il M5S si oppone al progetto della nuova ferrovia del Brennero in quanto non lo considera coerente con l’obiettivo di diminuire il pesantissimo inquinamento acustico e atmosferico provocato dal traffico della A22. Ciò è dimostrato anche dai dati forniti dallo studio Public Health, motivo per cui è stato tenuto sotto chiave per 8 anni.

Il M5S propone alternative concrete al progetto TAV Brennero che porterebbero fin da subito – e non tra 30 anni costruendo 190 km di gallerie al costo di 63 miliardi di euro – un netto miglioramento delle condizioni della popolazione interessata. Per ridurre l’inquinamento ambientale lungo l’A22 deve essere utilizzata la linea storica al massimo della sua capacità. L’inquinamento acustico va diminuito con barriere antirumore, materiale rotabile adeguato, minori velocità dei treni nei tratti urbani abitati. La soluzione al problema del “traffico deviato” – quel 30% dei TIR che transitano in A22 allungando il loro percorso per ragioni di convenienza economica dei pedaggi – è equiparare le tariffe autostradali per i mezzi pesanti a quelle degli altri valichi alpini. Per contenere il traffico autostradale si devono attuare misure come il divieto di circolazione notturno per il traffico pesante, i divieti settoriali, l’attuazione di un sistema di “Borsa dei transiti alpini” sul modello svizzero, il rispetto effettivo degli obblighi dell’autotrasporto.

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