Riccardo Fraccaro BLOG

Renzie pigliatutto: le riforme piduiste per accentrare il potere a discapito delle realtà locali

ce_lo_chiede_licioLe controriforme dei due noti costituzionalisti, Maria “Antonietta” Boschi e Denis “Massone” Verdini, hanno lo scopo di sovvertire l’architettura istituzionale per favorire la nascita di un nuovo Stato assoluto: i livelli amministrativi regionali saranno svuotati di ogni funzione, e privati del loro ruolo complessivo nell’assetto ordinamentale, per far scivolare il Paese verso una deriva autoritaria. È l’applicazione del piano piduista di Gelli. Renzi vuole creare una sorta di Leviatano, con un impianto marcatamente centralista del riparto di competenze Stato-Regioni e lo smantellamento delle funzioni legislative del Senato.

Le riforme Pd-Forza Italia aumentano il numero di materie di competenza esclusiva dello Stato, introducono il “criterio funzionale” nella definizione delle attribuzioni statali e regionali ed un’apposita “clausola di salvaguardia” per la legislazione statale: su proposta del Governo, neanche del Parlamento, lo Stato potrà intervenire anche sulle materie non riservate alla legislazione esclusiva, svuotando di fatto la competenza delle Regioni. Il Senato renziano, poi, viene espropriato da una vera funzione legislativa, anche e soprattutto in riferimento a materie che investono interessi delle regioni e delle autonomie locali.

Infatti potrà partecipare al procedimento legislativo in pochissimi casi, un proprio veto sarà facilmente aggirato dalla Camera composta con l’abnorme premio di maggioranza dell’incostituzionale Pregiudicatellum, non potrà esprimere alcun parere preventivo sulle proposte di legge e sarà costretto a pronunciarsi, nei pochissimi ambiti concessi, solo in tempi tassativamente brevi e contingentati. Renzi vuole il Senato delle Autono-mie, nel senso che vuole impossessarsi di tutti i livelli di rappresentanza dei cittadini senza essere stato eletto da nessuno. È Renzi pigliatutto.

Nel suo libro “Stil novo”, un’indecente offesa al sommo Dante, l’ebetino di Firenze è stato chiaro: “Via le regioni a Statuto speciale”. Ora sta facendo anche di peggio: con la controriforma del Senato e del Titolo V della Costituzione vuole accentrare tutto nelle mani di un uomo solo al comando revocando d’imperio l’autonomia dei territori, spogliando il Parlamento dalla funzione legislativa e calpestando le dinamiche della rappresentanza democratica sotto il tacco di una dittatura Governativa. Noi lotteremo per il rispetto dell’articolo 5 della nostra Costituzione: “La Repubblica, una e indivisibile, riconosce e promuove le autonomie locali; attua nei servizi che dipendono dallo Stato il più ampio decentramento amministrativo; adegua i principi ed i metodi della sua legislazione alle esigenze dell’autonomia e del decentramento”.

I cittadini hanno il diritto di avere una maggiore rappresentanza effettiva a livello locale, un rapporto diretto con le amministrazioni regionali e un vero potere di autodeterminazione. Gli esponenti del Pd, di Forza Italia, di Scelta Civica, del Nuovo Centrodestra vadano nei territori e dicano agli italiani che stanno votando alle loro spalle per un modello neocentralista a discapito delle realtà locali. Il M5S difenderà la democrazia dal colpo di mano dei partiti. In alto i cuori.

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