Riccardo Fraccaro BLOG

Renzie, il furbetto del partitino

imageRenzi è il furbetto del quartierino, dopo la scalata al Pd punta al partito della Nazione di democristiana memoria. Per questo, da presunto leader della cosiddetta sinistra, vuole assecondare i poteri forti con l’abolizione dell’articolo 18. Con questa magnifica motivazione politica: dopo le varie riforme votate dai partiti compreso il Pd, ormai l’art. 18 si applica a pochi, a dei lavoratori privilegiati rispetto alla massa dei precari. Quindi togliamolo a tutti. Come dire che, se Renzi incontra uno con le stampelle e un altro senza, rompe la gamba al secondo per equità.

L’immediata conseguenza è quella di mettere i lavoratori uno contro l’altro: precari contro presunti garantiti e contro sindacati non più rappresentativi. Nel frattempo, si distoglie l’attenzione dal fatto che i precari rimarranno precari, le Pmi continueranno a chiudere, le grandi aziende potranno licenziare e assumere a più basso costo. Tra i due litiganti il terzo gode, ovvero proprio i poteri forti: come le multinazionali, cioè le uniche che possono sopravvivere in questa crisi, perché producono nel terzo mondo o perché pagano le tasse nei paradisi fiscali.

Proprio quelle multinazionali che arriveranno in massa quando i diritti saranno finalmente compressi. Allora il lavoro sparirà davvero e al suo posto ci sarà solo lo sfruttamento dei cittadini senza dignità. Ma se Renzi è il furbetto, allora il fesso chi è?

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