Riccardo Fraccaro BLOG

Renzi vuole occupare le poltrone del potere, adotti una procedura trasparente sulle nomine pubbliche

 

ImmaginerenziMatteo Renzi, forte dell’incoronazione di ben 136 voti della direzione Pd, in un minuto e mezzo ha fatto le scarpe a Letta e si è fiondato a Palazzo Chigi. Ma non è scattato sull’attenti al richiamo dell’inno nazionale, come qualcuno vuol farci credere. La verità è che ha fretta di gestire la prossima infornata di poltrone. A breve, infatti, dovranno essere assegnati i posti di comando nelle aziende chiave del Paese. Renzi, dopo aver scalato il Pd e il Governo, vuole prenderne il controllo per manovrare gli enormi interessi economici e finanziari in gioco. Per questo io dico che il neopremier è un cinico arrivista, un arrampicatore politico senza scrupoli. Ci dimostri che non è così: invece di occupare militarmente le poltrone, adotti una procedura trasparente per il rinnovo dei vertici dei più importanti gruppi d’Italia.

Nelle prossime settimane saranno decise le nuove nomine nei cda e nei collegi sindacali di Finmeccanica, Enav, Eni, Enel, Terna, Poste e tante altre aziende. Renzi non ha voluto lasciare a Letta questa abbuffata a base di stipendi, fondi, consulenze e appalti. Si tratta di circa 600 manager pubblici nei posti chiave per il tessuto produttivo e sociale del Paese: una “Camera dei deputati” ombra, con altrettanta influenza e potere. La distribuzione di poltrone è necessaria per creare la propria rete di consensi nel sottobosco dello Stato, con un sistema feudale di dominio. Lo sa l’ex premier, che ha assegnato ben 558 incarichi in 10 mesi, e lo sa il Presidente del Consiglio in pectore, che si appresta a ridisegnare la geopolitica del potere in Italia.

Le interferenze indebite dei partiti nella gestione delle risorse pubbliche rappresentano un vulnus enorme per il Paese. È necessario garantire la massima trasparenza nelle procedure di nomina, evitando ogni possibile conflitto di interessi con gli incarichi assegnati e rispettando criteri di professionalità, autorevolezza e terzietà. Per questo, il M5S propone che il rinnovo delle posizioni dirigenziali avvenga tramite un bando pubblico e che la procedura sia convalidata da un parere parlamentare. Invece di affidarsi all’usato sicuro della lottizzazione, Renzi può scegliere la nuova strada della trasparenza. Altrimenti avremo la prova che è riuscito a rottamare solo se stesso e che l’unico suo obiettivo è quello di accentrare il potere per saccheggiare le risorse economiche e produttive del Paese.

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