Riccardo Fraccaro BLOG

Renzi vuole imporre anche alla scuola il modello Pd, con l’uomo solo al comando dei nominati regnano clientelismo e corruttela

SCUOLARenzi vuole imporre il modello Pd a tutto il Paese: l’uomo solo al comando dei nominati. È successo con le riforme incostituzionali, sta accadendo con il ddl sulla scuola: con i superpoteri al dirigente sull’attribuzione degli incarichi, gli istituti rischiano di diventare un’azienda dove si fa carriera in cambio di favori, regalie e raccomandazioni. Pur di approvare questa controriforma, anch’essa di ispirazione fascista come dimostra il provvedimento del 1923 firmato da Mussolini sul preside-padrone, il nominato premier ha attaccato frontalmente un intero settore già messo a dura prova dai precedenti esecutivi.
Al peggio non c’è mai fine, il Governo sta facendo alla scuola ciò che nemmeno Berlusconi riuscì a fare e la corda si è spezzata: gli insegnanti hanno invaso 120 piazze al grido di “non votiamo più Pd”, Renzi pensava di esserseli comprati definitivamente con l’operazione 80 euro ma si dimostra solo un leader senza base. Nemmeno il tentativo di utilizzare come merce di scambio le assunzioni, che non sono gentili concessioni del Governo ma un preciso obbligo rispetto alla sentenza della Corte di Giustizia europea, bastano a contrabbandare l’idea di privatizzare la scuola pubblica: restano comunque tantissimi precari, il personale ex-Lsu e Ata subisce un trattamento che ci riporta indietro all’800 solo per salvaguardare il business delle esternalizzazioni a favore delle cooperative, gli studenti vengono sottoposti a vere e proprie schedature e per questo hanno boicottato il test Invalsi.
Questa controriforma è solo da cestinare, alla base del provvedimento c’è la visione padronale di Renzi che stanzia 500 milioni di euro agli istituti privati invece di sostenere l’edilizia scolastica per la pubblica istruzione, abolire le classi pollaio, avviare subito l’assunzione di 300mila precari e puntare sull’innovazione della didattica, su una scuola intesa come comunità, centro di integrazione e formazione culturale. Sono queste le richieste del M5S e del mondo dell’istruzione che Renzi ha ignorato per trasformare le scuole nei circoli territoriali del Pd, dove comanda il capobastone e regnano clientelismo e corruttela. Il Paese lo ha già bocciato con un’adesione di massa agli scioperi, è solo questione di tempo e lo farà anche nelle urne!

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