Riccardo Fraccaro BLOG

Renzi sì che difende gli interessi italiani in Ue: c’è la crisi? E lui trova una poltrona per D’Alema

imageÈ da mesi ormai che Renzi dibatte in Ue solo ed esclusivamente sulla nomina del Rappresentante per gli Affari esteri, ammorbando i leader dei diversi Paesi con la continua supplica di nominare i propri candidati. Ha appena scritto una letterina a Juncker, solo ed esclusivamente su questo. Il premier vorrebbe tanto come “ministro degli Esteri” europeo uno dei due grandi nomi della diplomazia politica italiana: Mogherini, che si è già distinta per la sua capacità di restare alla finestra a guardare la crisi tra Israele e Palestina, oppure D’Alema, reduce dagli storici successi di pace in Kosovo. Dalla padella alla brace.

La cosiddetta svolta buona europea risolve in questa patetica sponsorizzazione, peraltro con il clamoroso risultato di ricevere la sonora bocciatura bipartisan alla candidatura ufficiale di Mogherini e di ripiegare su D’Alema, confermando che il sistema Renzi è un’immensa presa in giro. Ma lui insiste e continua a voler ad incentrare la discussione in Europa solo su questa nomina.

La verità è che focalizza il dibattito su “mister Pesc” per nascondere l’inesistente dibattito europeo sull’economia, ovvero il fatto che su temi come il Mes, il Fiscal compact e il pareggio di bilancio il Governo italiano non ha proprio diritto di parola. Silenzio: parla Angela. E così, per Renzi, il semestre di presidenza Ue serve appena come ufficio di collocamento. Glielo chiede D’Alema. Dalla rottamazione al poltronificio.

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