Riccardo Fraccaro BLOG

Renzi non accetta i ricatti dei gufi disoccupati: il Pd, cosiddetto partito di sinistra, vuole cancellare l’art. 18!

renzi_pernacchiaI milioni di cittadini senza lavoro, che continuano ad aumentare esponenzialmente, per Renzi sono solo degli insopportabili gufi. Il premier, che non ha mai lavorato un giorno in vita sua, pensa di affrontare l’emergenza occupazionale spianando la strada ai licenziamenti facili. E ha intenzione di realizzare ciò che nemmeno Berlusconi e Monti hanno osato fare: cancellare una volta per tutte l’articolo 18. Tra poco Renzi dirà che non accetta i ricatti dei disoccupati. E così il Pd, il cosiddetto partito di sinistra, diventa definitivamente il partito dei poteri forti. Sempre cantando “Bella ciao”, è ovvio.

 

Dopo decenni di faticose lotte sociali per garantire la tutela dei lavoratori, i diritti fondamentali dei cittadini saranno definitivamente sacrificati sull’altare della Bce. L’articolo 18 è il capro espiatorio dell’incapacità del Governo di risolvere la crisi con misure di equità e giustizia sociale. Il Pd dice che il modello sul lavoro è la Germania, senza però aggiungere che lì esiste il reddito minimo garantito e i disoccupati hanno una forma di tutela economica. Renzi invece vuole lasciare senza salvaguardia i lavoratori: ha già detto che dell’articolo 18 non gliene può fregare di meno e si preoccupa solo di applicare alla lettera i diktat degli euroburocrati: per questo, dopo l’ignobile Precariact, la priorità del ministro Guidi è di smantellare lo statuto dei lavoratori. Il che farebbe comodo alle sue aziende.

La disoccupazione sfiora il 13%, ci sono 10 milioni di poveri e le piccole e medie imprese sono strangolate ogni giorno dalla crisi. Invece di introdurre il reddito di cittadinanza e abolire l’Irap, il ministro della Recessione vuole tagliare i diritti dei lavoratori. Perché, dice, “pesano troppo”. A pesare sui cittadini è invece il conflitto d’interessi di Guidi, che presiede un dicastero fondamentale come il Mise mentre l’azienda di famiglia ha rapporti economici con lo Stato, che ha competenza pubblica sulle telecomunicazioni mentre è dichiaratamente berlusconiana, che dovrebbe tutelare lo sviluppo del Paese mentre fa solo gli interessi dei grandi gruppi economici e finanziari. A costo di farsi beffe non solo dell’articolo 18, ma dell’articolo 1 della Costituzione già stravolta dalle controriforme. Quando non sarà più possibile difendere i propri diritti e ribellarsi ad un licenziamento senza giusta causa, chi ha votato Renzi pensando che il Pd fosse un partito di sinistra avrà un amaro risveglio.

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