Riccardo Fraccaro BLOG

Renzi impone le controriforme, il M5S propone la democrazia diretta: la mia lettera al Fatto Quotidiano

fattoL’appello lanciato dal Fatto Quotidiano in difesa della Costituzione e contro i ladri di democrazia sta riscuotendo un enorme successo tra i cittadini. Il progetto di scardinamento degli equilibri istituzionali, rafforzato dal patto del Nazareno, rappresenta una seria minaccia per il sistema democratico che, peraltro, è già stato messo a dura prova da 20 anni di berlusconismo e di inciuci. Dopo aver fallito l’assalto all’articolo 138, l’obiettivo della casta è diventato quello di attaccare frontalmente la Costituzione e di stravolgerla irrimediabilmente, eliminando i pesi e i contrappesi che garantiscono il funzionamento democratico delle istituzioni. A cominciare dagli strumenti di democrazia diretta. Il referendum è l’unica leva nelle mani dei cittadini per controbilanciare il potere costituito e per arginare la deriva partitocratica che ci sta portando inesorabilmente alla restaurazione di regimi d’altri tempi.

Ritengo che non possiamo più permetterci di posticipare l’adeguamento delle norme sui referendum alle raccomandazioni contenute nel Codice di Buona Condotta sui Referendum adottato dal Consiglio d’Europa nell’ormai lontano 2007. Non è sufficiente opporsi all’aumento del numero degli elettori che possono richiedere una consultazione popolare e che il Governo vuole elevare a 800 mila. Bisogna procedere con l’abolizione del quorum per molteplici ragioni.

Anzitutto, è un fattore che determina l’aumento del rischio di falsificazione del tasso di affluenza. In presenza di quorum, infatti, le astensioni si sommano ai voti contrari facilitando così l’invalidazione del quesito. Equiparare gli astenuti a coloro che votano per il NO non è corretto e antidemocratico. Gli oppositori del referendum devono limitarsi ad invitare all’astensionismo, senza impegnarsi in alcuna campagna, per riuscire ad imporre il proprio punto di vista. È del tutto irragionevole, per una democrazia, scoraggiare la partecipazione al voto da parte dei cittadini. In secondo luogo, eliminando la soglia, lo sforzo dei diversi promotori sarà dedicato non a promuovere l’astensionismo ma ad aumentare la conoscenza dell’argomento nei cittadini.

L’abolizione del quorum è necessaria per affermare la democrazia diretta accanto a quella rappresentativa. I cittadini devono poter contrastare le norme contrarie al bene comune, anche attraverso il referendum confermativo facoltativo su decreti e leggi ordinarie. Al referendum facoltativo va inoltre aggiunto quello obbligatorio su tutte le modifiche costituzionali e su quelle norme che riguardano direttamente la politica, come ad esempio la legge elettorale e le leggi per la definizione delle indennità parlamentari. Infine, con il referendum propositivo, devono poter introdurre nuove norme quando la politica ne ostacola l’approvazione. I padri costituenti si erano già posti la questione quasi settanta anni fa, ma non la concretizzarono. Oggi è doveroso realizzare pienamente i loro propositi.

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