Riccardo Fraccaro BLOG

Renzi, il principe di Salina

Renziel giovane Renzi, che fa politica da 15 anni, si è presentato ai suoi sostenitori come l’unica speranza per cambiare il partito. Chi vota per il Pd si sente storicamente di sinistra e quindi non potrebbe votare altro che la sinistra, anche se deve farlo turandosi il naso: una specie di fede sdegnata ma incrollabile. Su questo, la classe dirigente della sinistra si è sempre cullata.

Il principio è il seguente: siamo inadeguati a rappresentare la base elettorale, ma abbiamo anche un presunto avversario – la destra berlusconiana – che è impresentabile come noi: quindi, per sopravvivere, basta proporre ogni tanto una figura nuova che prometta di rivoluzionare la struttura di partito tanto odiata dagli elettori. La base acclama il nuovo leader per sfinimento, nella speranza che le cose cambino: poi però tornano come prima. Il motto del Pd è: “Tutto cambi, affinché tutto resti com’è”. É accaduto con Prodi, poi con Veltroni ed ora con Renzi.

Per non farsi travolgere dai propri elettori e rimanere incollati ai posti di comando, i burocrati del Pd si nascondono da decenni dietro la foglia di fico del “nuovo che avanza”. Stavolta però c’è un’aggravante: il piazzista fiorentino che vuole rivoluzionare il Pd non solo non riuscirà a rottamare nessuno, fallendo dove hanno fallito i suoi predecessori, ma consacrerà l’unione di fatto con il berlusconismo ufficializzando la nascita del Pdmenoelle.

È noto a tutti che si tratta di un partito legato alle correnti (quella dei renziani è solo l’ultima di una serie infinta), alle banche (vedi MPS), alle lobby (vedi lo sconto di Letta ai concessionari di slot machine che l’hanno finanziato), al finanziamento pubblico (vedi la recente spartizione dei 91 milioni di euro dell’ultima rata dei rimborsi), ai conflitti di interesse (vedi il viceministro e sindaco renziano De Luca) e via dicendo. Un partito berlusconiano in tutto e per tutto.

Quello che ancora deve emergere pienamente è che, soprattutto con la scalata alla segreteria di Renzi, sarà definitivamente il partito dell’inciucio. Basti ricordare alcuni dei suoi “pensierini”: contrario ai matrimoni gay, alle unioni civili, all’eutanasia, alle droghe leggere; favorevole al Tav, alla privatizzazione dell’acqua, allo scardinamento dell’articolo 18, alla riforma Fornero.

Pur di liberarsi della classe dirigente che li fa vergognare di votare Pdmenoelle, i suoi elettori hanno creduto ciecamente nelle promesse di rinnovamento e rottamazione del sindaco che non c’è. Ma, di fatto, hanno scelto di portare avanti come e peggio di prima quella deriva inciucista e berlusconiana dei vecchi leader di sinistra.
Per cambiare davvero le cose, devono cambiare le persone. Mettere in parlamento gente nuova svincolata da legami con gruppi di potere già consolidati, marci e in contrapposizione con l’interesse generale. E portare idee nuove: oggi c’è bisogno di rete sociale, partecipazione dal basso, integrazione tra democrazia rappresentativa e diretta, oggi bisogna ripensare i luoghi e i modi delle decisioni. È su questi principi che è nato il M5S.

Nel Pdmenoelle, soprattutto con la segreteria di Renzi, le persone e le idee restano le stesse che abbiamo visto in questi anni di gioco di squadra con i berlusconiani. Ed ecco, infatti, cos’ha dichiarato il sindaco che non c’è quando il M5S si batteva per la decadenza del pregiudicato: “Fare una legge per dichiarare Berlusconi ineleggibile è ridicolo”. A parte il fatto che non stavamo approvando nulla di nuovo, limitandoci ad applicare per la prima volta le norme esistenti, Renzi difendeva il suo padrone di casa, quello che l’ha ospitato ad Arcore e oggi afferma che non potrebbe mai parlare male del giovane segretario del pdmenoelle. Sono due facce della stessa ipocrisia.

Naturalmente cercheranno di far passare il messaggio contrario, assimilando Grillo a Berlusconi: d’ora in poi le battaglie del m5s saranno anche le battaglie di Brunetta e quindi di Forza Italia. Questo per annebbiare i nostri meriti e screditare la nostra onestà. Ma è evidente a tutti che l’opposizione di Berlusconi è solo di facciata: il Pdl si è diviso solo per fini elettorali, così alle prossime elezioni potrà ottenere i voti dei moderati che apprezzano il governo e dei delusi che lo criticano. L’opposizione del M5S è vera, sentita, credibile e lo dimostriamo dall’inizio della legislatura opponendoci concretamente al Governo e alle larghe intese. Siamo l’unica forza politica che ha il coraggio di portare in Parlamento e votare quelle riforme indispensabili come il reddito di cittadinanza, il conflitto di interessi, l’abolizione dell’Irap, la tutela del made in Italy, la riforma elettorale. Tentano di logorare il M5S per tenere in parlamento solo due forze associate in una joint venture, sempre le stesse da decenni: il Pd e il Pdl.

Sarei felicissimo di sbagliarmi e trovarmi domani a lavorare in Parlamento non per denunciare le schifezze della maggioranza, ma per cooperare con onestà tutti assieme al fine di trovare una risposta sostenibile ai problemi del Paese. Non credo però sia il tempo di credere alle favole. Renzi tradirà il popolo italiano, come hanno già fatto Berlusconi, Letta e Napolitano. E questo segnerà la loro definitiva sconfitta. C’è solo una cosa da capire. Quanto a lungo resisterà il Paese: in alto i cuori, la via è ardua, ma il futuro è nostro.

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