Riccardo Fraccaro BLOG

Referendum confermativo Alto Adige: vince la democrazia. SVP si assuma la responsabilità della sconfitta

risultati referendum confermativo Alto Adige SudtirolLa legge ammazza-referendum non entrerà in vigore. Con il 65% dei voti, i cittadini della Provincia di Bolzano hanno bocciato la linea autoritaria della SVP che, dopo aver perso la maggioranza assoluta in Consiglio provinciale, ha definitivamente perso anche la credibilità. Un dissenso unanime contro il partito di governo sudtirolese e a favore della democrazia: i boiardi della Svp che occupano dispoticamente le istituzioni dovrebbero trarne le conseguenze e adottare modalità di dialogo più consone.

Per anni la SVP si è ostinata a non ascoltare la società civile ma, grazie al risultato schiacciante della consultazione, non potrà più fare orecchie da mercante. La bocciatura della proposta denominata paradossalmente “legge sulla partecipazione civica in Alto Adige”, unita al raggiro sistematico delle buone pratiche in materia di referendum suggerite dalla Commissione di Venezia, organo consultivo del Consiglio d’Europa sulle questioni costituzionale, ha effetti perentori. La Svp dovrà assumersi la responsabilità politica di questo fallimento. Oltre ad aver disposto una traduzione ufficiale del Codice di Buona Condotta sui Referendum, ho depositato un’interrogazione per spingere il Governo italiano a richiedere al Consiglio d’Europa l’invio di osservatori internazionali al fine di elaborare uno studio sullo stato della democrazia in Alto Adige – Südtirol. Alla luce dei risultati referendari, la Provincia di Bolzano deve attivarsi parallelamente presso il Congresso dei Poteri Locali e Regionali, dimostrando la volontà di affidarsi ad un organo terzo ed imparziale affinché esprima un parere in materia. Una dibattito serio ed informato per l’approvazione di una vera legge sulla democrazia diretta deve includere anche un passaggio di questo tipo.

La provincia di Bolzano può dimostrare le proprie virtù e correggere le proprie imperfezioni solo se è disposta ad un confronto aperto e creativo. Il M5S non vuole semplicemente difendere l’autonomia, bensì rafforzarla. Questo significa che dall’autonomia si deve passare al federalismo, dove la delega ai rappresentanti arriva dai singoli cittadini e non viceversa. Il federalismo non può esistere senza la democrazia diretta. Sono due lati della stessa medaglia. I cittadini a 5 Stelle premono per seguire questa strada perché non si accontentano del bene ma vogliono perseguire il meglio. Questa è l’unica strada per avvicinare i cittadini alla politica ed evitare il baratro della crisi che caratterizza l’Italia degli ultimi decenni.

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