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Reddito di cittadinanza locale: una manovra economica che dà sostegno ai cittadini e alle imprese in difficoltà

reddito-cittadinanza-locale-trentino«Garantire a tutti i cittadini un sostegno economico e allo stesso tempo aiutare le aziende del territorio: questi sono gli obiettivi del Reddito di cittadinanza locale che il MoVimento 5 Stelle vuole introdurre in Trentino». Così Riccardo Fraccaro, deputato M5S eletto in Trentino-Alto Adige, ha illustrato i contenuti del disegno di legge sul Reddito di cittadinanza locale, che è stato presentato ufficialmente ai cittadini e agli organi di informazione lunedì 4 luglio alle 18.30 presso la Sala Rosa del Palazzo della Regione a Trento. Il testo del disegno di legge è stato discusso nel dettaglio con un dibattito a cui hanno preso parte anche Marco Santini, consigliere comunale M5S, Cristiano Zanella, commercialista e attivista M5S, e in qualità di tecnici Stefano Zambelli, professore di Economia politica presso il Dipartimento di Economia e management dell’Università di Trento, e Daniele della Bona, responsabile area didattica di FEF Academy.

reddito_cittadinanza_Trento«Questo disegno di legge per il reddito di cittadinanza locale rappresenta una delle nostre priorità – spiega Fraccaro – per tendere la mano a chi è rimasto indietro, come si fa in tutta Europa. La povertà interessa un numero sempre maggiore di persone, la disoccupazione è in aumento e le imprese arrancano a causa della crisi. Succede anche in Trentino, dove le misure introdotte dalla Provincia in questi anni hanno dimostrato di essere solo dei palliativi, insufficienti e inadeguati a risolvere quello che è un problema complesso. La nostra proposta di reddito di cittadinanza locale costituisce, invece, un aiuto nuovo e concreto per tutti i cittadini che sono in difficoltà. Al tempo stesso rappresenta anche una vera e propria manovra economica in grado di rilanciare le aziende locali e rivitalizzare il tessuto produttivo. I destinatari sono i cittadini e le famiglie residenti in Trentino da almeno 5 anni che hanno un indicatore Icef inferiore a 0,15. I beneficiari non riceveranno solo un contributo in denaro, ma anche dei crediti da utilizzare sul circuito economico locale, che potremmo chiamare “trentini”. I “trentini” saranno accreditati sulla tessera sanitaria, che potrà quindi essere usata come un vero e proprio bancomat, ad esempio per pagare l’affitto, fare la spesa, pagare le bollette o il biglietto dell’autobus. Le imprese, a loro volta, potranno utilizzare i “trentini” per i loro scambi commerciali. Se hanno sede legale in provincia di Trento, potranno usarli per compensare tasse e imposte fiscali. In questo modo il reddito di cittadinanza locale alimenterà il mercato interno e il denaro resterà sul territorio. Non è una forma assistenzialistica, perché prevede una serie di misure puntuali e stringenti per garantire l’inclusione sociale e la formazione professionale, con un percorso obbligatorio di inserimento nel mondo lavorativo: per fare un esempio, dopo due rifiuti di proposte di lavoro congrue si perde il diritto al Reddito di cittadinanza».

«Abbiamo calcolato che potrebbero beneficiare del Reddito di cittadinanza locale ben 16mila e 400 famiglie trentine con redditi bassi – ha spiegato Daniele della Bona di FEF Academy –. Si va da un minimo di 625 euro al mese per chi vive da solo, a un massimo di 1.300 euro al mese per una famiglia con bambini. Un reddito che nel momento in cui sarà erogato creerà forza e fiducia, perché lo si potrà usare per pagare le tasse e potrà circolare liberamente senza uscire dal territorio. La tracciabilità e il corretto utilizzo saranno sempre garantiti dal sistema di transazione elettronica. Il reddito di garanzia, che è la misura attualmente presente in Provincia di Trento, al momento viene incontro a solo 2.317 famiglie e ne esclude 7.500, viene erogato per massimo 8 mesi e prevede dei periodi in cui non si può ripresentare domanda. La proposta del M5S invece estende l’aiuto economico a tutti coloro che ne hanno diritto e produce vantaggi tangibili sull’economia reale a livello locale. Tra i vantaggi, non dimentichiamo l’impatto positivo sul Pil: il denaro impiegato per il reddito di cittadinanza locale, in totale 87 milioni di euro, rimane sul territorio provinciale, dove produce un aumento del Pil dello 0,47%».

«Per come è strutturata – ha concluso Fraccaro –, la nostra proposta riesce quindi a fare in modo che le risorse economiche restino sul territorio, alimentando l’economia locale in un circolo virtuoso che torna a beneficio di tutta la comunità. Ecco perché non è esagerato dire che si tratta di una manovra economica dai risvolti epocali: la nostra proposta rappresenta un impulso al mercato del lavoro, al rilancio dei consumi e alla crescita dell’economia reale, oltre che una lotta concreta alla povertà e alla disoccupazione. Il Reddito di cittadinanza locale è la nostra priorità per garantire dignità ai cittadini e dare ossigeno alle forze sane del sistema produttivo. Approviamolo subito, perché nessuno deve più rimanere indietro».

Il disegno di legge, che sarà depositato in questi giorni in Provincia di Trento, avrà anche il sostegno di un percorso di partecipazione popolare, attraverso una petizione (modello cartaceo e versione online) che punta a raccogliere le firme di più cittadini possibile.

I documenti:


Per rivedere la serata:

Intervento apertura Riccardo Fraccaro
Playlist serata presentazione Reddito di cittadinanza locale

Rassegna stampa:
“Reddito di cittadinanza”, L’Adige, martedì 5 luglio, p.15
“M5S, ecco il reddito di cittadinanza”, Trentino, martedì 5 luglio, p.15
“Reddito di cittadinanza sulla smart card”, Corriere del Trentino, martedì 5 luglio, p.5

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