Riccardo Fraccaro BLOG

Re Giorgio, padrino dell’inciucio con Berlusconi, detta a Renzi la strategia migliorista

napolitano_renzi_berlusconiIl Governo è appeso ad un filo, il MoVimento 5 Stelle vincerà le elezioni europee e la casta sarà spazzata via. Questa è la prospettiva che sta facendo tremare i palazzi del potere e la partitocrazia tenta disperatamente di correre ai ripari. Ecco perché sabato scorso Napolitano ha convocato Renzi a corte: gli ha dettato la strategia migliorista. 

Per il Presidente della Repubblica è fondamentale difendere la partitocrazia dall’avanzata del M5S ed approvare il progetto piduista delle riforme incostituzionali, non importa se rappresenta un attentato ai danni alla volontà popolare e alla democrazia parlamentare: lo vogliono le lobby finanziarie, i poteri forti e i burocrati della Troika. Quindi ha suggerito a Renzi di adottare la linea del migliorismo che re Giorgio già sperimentò con Craxi, nel solco della peggiore tradizione della Prima Repubblica: quella del compromesso al ribasso con il pregiudicato.

Il segretario del Partito Democristiano ha stretto un accordo di mutuo soccorso con Berlusconi: i voti sulle controriforme in cambio della legittimazione politica. L’obiettivo è di instaurare una dittatura governativa senza il contrappeso di un organo di controllo come il Senato ed annichilire la rappresentanza democratica con una legge elettorale incostituzionale che accentra il potere in poche mani. Renzi accetta ogni ricatto e veto incrociato di Forza Italia non solo sulle riforme ma anche sulla politica economica, sul conflitto di interessi, sul voto di scambio e così via. Tutto per garantire l’eterna connivenza tra destra e sinistra funzionale alle caste. Napolitano è il padrino di questo inciucio tra Renzi e Berlusconi ed ora lo ha rinsaldato pur di autoconservarsi, ma non ha fatto i conti con la volontà dei cittadini.

La malapolitica subisce le decisioni capestro dell’Ue su Mes e Fiscal compact, non si occupa di reddito di cittadinanza e di tagli ai privilegi, impone sacrifici alle fasce più deboli mentre tutela le banche o i proprietari delle slot machine e non si preoccupa di rilanciare l’economia sostenendo le piccole e medie imprese che creano lavoro: questo perché ci governano delle pedine poste a tutela dello status quo. La politica fatta dai cittadini onesti cambierà le cose e rimetterà al centro dell’azione di governo il popolo. Il 25 maggio vinceremo le elezioni europee e a quel punto Napolitano, re dei miglioristi, non avrà altra scelta che sciogliere le Camere e farsi da parte insieme ai suoi figliocci, Silvio e Matteo. Stravinciamo noi!

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