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Punti nascita: M5S, mozione per garantire presidi sanitari in zone disagiate

“Il diritto alla salute deve essere garantito anche nelle zone particolarmente disagiate. I presidi ospedalieri di base e i punti nascita situati in aree periferiche, zone montane e isole devono poter continuare a svolgere la loro funzione: non accettiamo tagli e chiusure arbitrarie, che mettono in dubbio il diritto alla salute in nome di un efficientamento tutto da dimostrare”. È la richiesta che il deputato M5S Riccardo Fraccaro ha rivolto al governo con la mozione a prima firma Emanuela Corda e sottoscritta anche dai deputati M5S in commissione Affari Sociali.

“Sono numerose le realtà italiane situate in aree geograficamente ostili e disagevoli – spiega Fraccaro –, tra queste il Trentino; per questo, quattro paragrafi della mozione sono dedicati alla nostra provincia, dove ben tre punti nascita sono stati destinati alla chiusura già dallo scorso anno: Arco, Tione e Cavalese. Chiusure la cui responsabilità politica va attribuita esclusivamente al governo nazionale e a quello locale, che cercano di coprire la loro politica fallimentare risparmiando sulla pelle dei cittadini. Noi, invece, vogliamo eliminare le disparità e garantire ai cittadini il diritto alla salute, sancito dall’articolo 32 della Costituzione. Con la mozione depositata oggi abbiamo chiesto tre cose: che il Governo intervenga destinando nuove risorse al Servizio Sanitario Nazionale per realizzare progetti finalizzati all’ottimizzazione dell’assistenza sanitaria, che il Comitato Percorso Nascita nazionale produca una mappatura della rete dei punti nascita e che questa non si basi solo su soglie fisse, ma sulle reali esigenze e condizioni del territorio. I punti nascita di valle devono essere garantiti in maniera obbligatoria e non in via facoltativa”.

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