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Progettone: PAT e sindacati speculano sulla necessità dei lavoratori

progettone«Le misure previste dalla Provincia di Trento per contrastare la disoccupazione e reinserire i senza lavoro non sono solo del tutto insufficienti, ma addirittura assurde e immorali. Non bastavano i tagli al reddito di garanzia per le famiglie più deboli: ora la Provincia si appresta a tagliare anche gli stipendi, già vergognosamente bassi, ai lavoratori del Progettone». Lo dichiarano il deputato Riccardo Fraccaro e il consigliere provinciale Filippo Degasperi, dando voce alla protesta che in queste ore arriva dai lavoratori coinvolti nel cosiddetto Progettone sulla recente proposta di rinnovo del Contratto collettivo provinciale di lavoro.

«Stiamo parlando di oltre 1.700 lavoratrici e lavoratori in molti casi qualificati, assunti in maniera indiretta dalle cooperative aderenti al Consorzio lavoro e ambiente: una intermediazione i cui costi ricadono direttamente sulle spalle dei lavoratori, che di fatto sono sottopagati. Come se non bastasse, adesso si parla addirittura di un’ulteriore decurtazione della base imponibile previdenziale: con i soldi risparmiati la Provincia inserirà nel Progettone altri ottanta lavoratori e potrà pavoneggiarsi per la riduzione del tasso di disoccupazione, mentre ai lavoratori toccherà sobbarcarsi gli effetti negativi che questi tagli produrranno sulle loro pensioni future. Una presa in giro bella e buona. Altro che tutele e reinserimento occupazionale: il Progettone assomiglia piuttosto a un girone infernale, con i lavoratori costretti a subire condizioni lavorative inaccettabili pur di riuscire a portare a casa lo stipendio. Ancora più grave il fatto che a fare da spalla a questo sistema iniquo e immorale siano i sindacati, proprio coloro che dovrebbero battersi per difendere i diritti dei lavoratori, ma che al contrario da troppo tempo in qua non fanno altro che difendere i propri, di diritti.

Provincia e sindacati stanno speculando pesantemente sulla necessità e sulla dignità dei lavoratori: non è ammissibile chiedere ai lavoratori del Progettone nuovi sacrifici. Invece di architettare ulteriori salassi alle spalle dei più deboli, il presidente Rossi e l’assessore Olivi provvedano a tagliare sprechi e privilegi all’interno del palazzo provinciale. O prendano esempio dal M5S, che si taglia lo stipendio per finanziare le imprese e ridare slancio all’economia locale».

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