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Progettone: il prezzo delle nuove assunzioni saranno pensioni ancora più basse

progettone-pensione-da-fame«Nella passerella autocelebrativa che stamane ha fatto da contorno alla firma del nuovo contratto collettivo sul Progettone, il presidente Rossi, l’assessore Olivi e i sindacati confederali hanno dato una lezione magistrale di disinformazione. Preoccupati di fare bella figura davanti alla stampa, hanno più volte ribadito che il potere d’acquisto dei lavoratori non è stato toccato, invece è stato toccato eccome: parliamo della pensione, cioè il potere d’acquisto futuro! Gli stipendi degli 80 nuovi assunti nel Progettone saranno pagati togliendo ai lavoratori assunti oggi un’altra fetta della loro già magra pensione» denuncia il deputato M5S Riccardo Fraccaro a proposito del nuovo contratto collettivo sul Progettone siglato oggi in Provincia.

«Quella operata dalla Provincia con il consenso dei sindacati – attacca Fraccaro – è un’operazione disonesta giocata alle spalle dei lavoratori. I ritocchi riguardano, infatti, l’imponibile previdenziale. Con un’abile stratagemma sono state cambiate alcune voci di retribuzione, in modo che il netto in busta paga rimanga lo stesso: l’indennità di presenza è stata sostituita con un buono pasto giornaliero e la 14esima mensilità con un premio di risultato annuale. Questo per il lavoratore si traduce in meno contributi previdenziali e tfr. L’effetto di questi subdoli ritocchini insomma i lavoratori del Progettone non lo vedranno nell’immediato, ma tra qualche anno, quando arriverà anche per loro la tanto agognata pensione e sarà una triste sorpresa: parliamo di lavoratori anche qualificati che in parecchi casi hanno già alle spalle 35 anni di lavoro e di contributi versati, costretti a pensioni da fame proprio a causa di questi ultimi anni di lavoro nel Progettone. Ma intanto oggi Provincia e sindacati possono fare la loro passerella mediatica e vantarsi di aver salvato altri 80 disoccupati. Noi invece troviamo scandaloso che le 80 nuove assunzioni debbano pesare sui lavoratori, che oltretutto non sono nemmeno stati ascoltati. L’ennesima conferma che a subire i tagli e le rinunce sono sempre quelli che stanno in basso, in questo caso i reietti della pubblica amministrazione, i lavoratori del Progettone. Sarebbero ben altre le pensioni da tagliare, a cominciare proprio da quelle di Rossi e Olivi, per non parlare poi di chi percepisce il vitalizio! Il M5S fa già la sua parte tagliandosi lo stipendio e restituendolo alla collettività: basta che anche i politici locali prendano esempio».

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