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Pesticidi: Zeni peggio di Zaia. Per il Trentino il futuro è biologico

pesticidi zeni peggio di zaia«Grazie a Luca Zeni l’uso dei pesticidi in Trentino è ai livelli del Veneto. Anzi, peggio. Perché almeno il Veneto in questi ultimi anni è riuscito a ridurre l’impiego di prodotti fitosanitari. Il Trentino, al contrario, ha aumentato l’uso di queste sostanze, che in alcuni stati sono anche vietate». Riccardo Fraccaro, deputato e portavoce del MoVimento 5 Stelle commenta così il nuovo regolamento che la Giunta provinciale ha proposto in applicazione del PAN, il Piano di azione nazionale per l’uso sostenibile dei prodotti fitosanitari. «La proposta di Zeni e Dallapiccola è molto pericolosa per la salute pubblica. A parte gli orari di trattamento, nulla di nuovo rispetto alle regole attualmente in vigore sui prodotti usati e sulla distanza dalle case, che può arrivare fino a 0 metri».

Il MoVimento 5 Stelle e Riccardo Fraccaro condividono le preoccupazioni sollevate dai residenti in aree di coltivazioni intensive, in particolare dal Comitato per il Diritto alla Salute in Val di Non.

«Quello che chiediamo – conclude Fraccaro – è più responsabilità e più coraggio: non solo maggiori controlli, occorre soprattutto un cambio deciso di rotta, che vada nel senso di una riduzione massiccia o addirittura dell’abolizione dell’uso di queste sostanze. L’esempio coraggioso di Malles in Alto Adige ci insegna che un futuro diverso è possibile. E la politica ha il compito di favorire il passaggio ad un’agricoltura più naturale, anche di tipo biologico. Per il Trentino potrebbe essere davvero una carta vincente, se si pensa alla forza di attrazione che il marchio di “provincia biologica” potrebbe esercitare sui mercati nei prossimi anni. Ed è una scelta priva di controindicazioni, ma al contrario con ricadute vantaggiose per tutti: economiche per agricoltori, albergatori, esercenti; di salute e benessere per residenti e turisti».

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