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Pesticidi: servono nuove politiche agricole e sostegno ai contadini. Il M5S è pronto a dare il suo contributo

PESTICIDI- A RISCHIO AMBIENTE, SALUTE E REDDITO DEI CONTADININon possiamo più far finta di nulla: l’83% delle mele prodotte in modo convenzionale è risultato contaminato da residui di pesticidi e nel 60% di questi campioni sono state trovate due o più sostanze chimiche. Lo rivela uno studio pubblicato ieri da Greenpeace sulla presenza di pesticidi nelle mele vendute in Italia e in Europa.

Non possiamo far finta di nulla, perché questa ricerca è solo l’ennesima di una serie di analisi relative all’uso dei fitofarmaci, che chiama in causa anche il Trentino Alto Adige, regione di punta nella produzione di frutta e di mele in particolare.

Non possiamo far finta di nulla, perché in futuro la questione sarà sempre più urgente e metterà a rischio non solo la salute e l’ambiente, ma anche l’economia dei nostri territori e il reddito degli agricoltori: oggi il maggior consorzio trentino, per ogni chilo di mele coltivate con metodo convenzionale, corrisponde ai soci conferitori 30 centesimi di euro. Una cifra già risicata, che in futuro è a rischio svalutazione. L’unico modo per sfuggire alle logiche globali del massimo prezzo al ribasso consiste nell’offrire un prodotto unico perché naturale ed espressione di uno specifico ambiente non riproducibile.

Il Consiglio delle Autonomie Locali, con la richiesta di maggiori tutele rispetto all’uso di pesticidi, ci pare abbia già aperto una strada importante ma non sufficiente. Il MoVimento 5 Stelle è pronto a dare il proprio contributo per un’agricoltura più rispettosa dell’ambiente, ma anche più giusta e redditizia. Per il Trentino Alto Adige è l’occasione per dimostrare di saper anticipare le politiche nazionali, proponendo soluzioni intelligenti e originali. A tal fine è necessario che la politica, la cooperazione, le associazioni di categoria, i contadini e gli istituti di ricerca facciano fronte comune per impostare nuove politiche agricole, incoraggiando e sostenendo i contadini nel ridurre progressivamente l’impiego di pesticidi nella produzione convenzionale di mele, a partire da quelli più pericolosi, fino alla loro completa eliminazione.

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