Riccardo Fraccaro BLOG

Perché sono del MoVimento 5 Stelle

Piazza-Dante1Molti miei concittadini sognano una classe dirigente migliore, una politica più onesta e delle istituzioni meno corrotte. Alcuni poi votano il PD, NCD, FI, SEL ecc. con le loro sempre nuove promesse di auto-trasformazione o auto-purificazione che puntualmente non si realizzano. Io no. Io non voglio riverniciare i partiti. Io voglio rinnovare la democrazia.

Il costituzionalismo moderno nasce come strumento per limitare il potere del sovrano nei confronti di una nuova classe sociale, la borghesia, che si era affermata grazie alla rivoluzione industriale, con lo sconvolgimento sociale che ne è conseguito, e alla diffusione della stampa, che ha promosso nei cittadini la consapevolezza del diritto a maggiori tutele delle proprie prerogative tramite la rappresentanza politica.

Da allora i progressi sono stati innumerevoli (diritti sociali, diritti inviolabili, tutela delle minoranze, suffragio universale), ma la struttura e il funzionamento delle istituzioni democratiche è rimasta rappresentativa ed elitaria in quasi tutto il mondo occidentale; una delega in bianco, una cessione temporanea di sovranità che già nel 1762 Jean Jacques Rousseau definiva così: “Il popolo inglese crede di essere libero, ma si sbaglia di grosso; lo è soltanto durante l’elezione dei membri del parlamento; appena questi sono eletti, esso torna schiavo, non è più niente”.

Ora stiamo vivendo, anzi abbiamo già vissuto, mutamenti dalla portata altrettanto destabilizzante quanto quelli che hanno caratterizzato il XVIII secolo. Mi riferisco all’affermazione delle energie rinnovabili quale possibile progressiva emancipazione dal giogo del ricatto petrolifero e ad internet come rivoluzione nello scambio di informazioni che non ha precedenti nella storia dell’umanità.

Questi due fenomeni hanno scosso profondamente il sistema della partitocrazia in tutto il mondo occidentale. Non ha più senso oggi un partito autoreferenziale che forma un classe dirigente in grado di influenzare e guidare l’elettorato di riferimento generalmente disinformato e disinteressato. Oggi è vero il contrario, si stanno formando generazioni di cittadini che possono seguire quotidianamente le problematiche economiche, sociali e culturali. Hanno immediato accesso ad una intelligenza collettiva e vogliono poter contribuire alla soluzione concreta dei problemi che riguardano il loro futuro. Non sia accontentano più di DELEGARE.

Facile comprendere come tutto questo sia una minaccia per chi concepisce la politica come fonte di potere e di ricchezza, come affare personale. Queste figure ottocentesche si sono dunque tutelate per non sparire ed estinguersi: è la casta dei dinosauri.

In primo luogo, basano il proprio potere non più sulla rappresentanza ma sul clientelismo. I partiti oggi sono, mai come prima, radicati nelle aziende, nelle banche, nei sindacati: in questo modo il voto non è più il frutto di un ideale, è dettato dalla necessità di non perdere il lavoro o dalla paura di essere escluso da un mondo dove, se non conosci la persona giusta, non puoi nemmeno ottenere cure sanitarie (lo definirei ricatto umanitario).

In secondo luogo, hanno inventato il bipolarismo o bipartitismo: prima governi tu e do le colpe a te poi governo io e dai le colpe a me. Tanto facciamo entrambi le stesse politiche di conservazione dello status quo. La gente ha sempre un capro espiatorio da additare senza che nessuno sia mai responsabilizzato e paghi veramente per i suoi abusi. Questa è la vera strategia della tensione, quella vuota ed alienante che stanno cercando di realizzare e che invece viene imputata proprio al Movimento 5 Stelle.

Quale è l’alternativa, la luce in fondo al tunnel: la democrazia diretta.

“Anche nella democrazia diretta i cittadini votano per eleggere il Parlamento, e poi lo lasciano a rappresentarli fino alla elezione successiva. Esattamente come nelle democrazie rappresentative. Ma in ogni momento è possibile per un gruppo di elettori, purché acquisiscano un certo definito supporto di loro pari, sottoporre una legge elaborata dal Parlamento al giudizio di tutti i cittadini, con un referendum. Ancora di più, in una democrazia diretta quel gruppo di cittadini, sostenuti da altri concittadini, possono mettere a giudizio di tutti gli elettori una proposta di legge non solo non pensata dal Parlamento, ma che addirittura può essere osteggiata da esso. Con lo strumento dell’iniziativa popolare. In questo modo, gli elettori hanno il comando sull’agenda politica sempre, non solo quel certo giorno x delle elezioni” (Paolo Michelotto, Democrazia dei cittadini, 2010).

Sono del MoVimento 5 Stelle per realizzare tutto questo, per questo combatto con la non violenza e la proposta politica contro i partiti, per questo il PD ci odia e ci teme, per questo il PD è più in sintonia con Berlusconi che con il M5S. Per questo il Movimento 5 Stelle governerà, consegnerà ai cittadini una democrazia più forte e poi potrà andare oltre, con il sorriso.

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