Riccardo Fraccaro BLOG

Pensplan. Steger per salvaguardare il sistema clientelare

pensioneRicordate quando Arno Kompatscher annunciò in pompa magna di voler dare avvio a una selezione pubblica per la scelta del presidente di Pensplan? A distanza di nemmeno due mesi, il Landeshauptmann del Tirolo del Sud ha già fatto dietro front smentendo clamorosamente chi gli aveva garantito fiducia. Noi compresi. Infatti, sta imponendo la nomina di un soggetto con le mani in pasta nel mondo degli istituti di credito sudtirolesi ma soprattutto con una chiara connotazione politica. Si tratta di Rainer Steger appartenente all’SVP, presidente in carica del Consiglio di quartiere di Piani-Rencio di Bolzano nonché responsabile per la vendita di prodotti del risparmio gestito e della previdenza integrativa presso la Sparkasse, la cosiddetta Cassa del Risparmio tradito.

A quanto pare, la politica sudtirolese ha oramai assimilato i vizi endemici degli arraffoni che popolano i palazzi romani. Il conflitto di interessi non rappresenta un limite per poter accedere alle cariche pubbliche bensì un requisito necessario per mantenere sotto ricatto i nominati. La clausola di salvaguardia del sistema clientelare consiste nel ridurre l’indipedenza e la libertà d’azione dei cooptati anteponendo così l’interesse dei gruppi corporativi a quello dei cittadini. In linea con questa logica perversa, il nuovo e giovane presidente della provincia di Bolzano è pappa e ciccia con il sistema. Tutto ciò a conferma di quanto recita il noto detto popolare: dimmi con chi vai e ti dirò chi sei.

L’appello del M5S è per avviare un vera e propria procedura pubblica per la nomina del presidente di Pensplan, il quale deve poter assicurare una gestione prudente ed equilibrata per tutelare la pensione integrativa delle migliaia di lavoratori del Trentino Alto Adige / Südtirol. Abbiamo pertanto proposto un esperto da inserire nella rosa dei candidati che sia in grado di garantire perizia e imparzialità d’azione. Si tratta del professore Beppe Scienza. La nostra idea è stata peraltro accolta con favore dal gruppo delle minoranze del Consiglio provinciale di Trento, i cui componenti hanno riconosciuto ed apprezzato la sua estraneità ai giochi di potere e alla politica locale dei “piazeroti”.

Crediamo inoltre che la procedura corretta da seguire sia quella di coinvolgere i lavoratori aderenti al fondo chiedendo loro di esprimere una preferenza sul futuro presidente di Pensplan. A nostro avviso, questa è la strada maestra anche se sappiamo di non vivere in un mondo ideale bensì in una dittatura mascherata dove le decisioni vengono prese sulle spalle dei cittadini e con i soldi forzosamente prelevati dalle loro tasche. La coalizione di centrosinistra può però invertire la rotta e dare un segnale di cambiamento. Questa è l’occasione giusta. Domani potrebbe essere troppo tardi.

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