Riccardo Fraccaro BLOG

PD, Partito Dell’impunità ad castam: ha sempre salvato i parlamentari dall’arresto, ecco l’elenco

ImmagineoneL’onestà andrà di moda, lo abbiamo promesso e sta accadendo. Il M5S si impegna per un Parlamento pulito, non solo dando il buon esempio con portavoce che hanno tutti la fedina pena immacolata, ma anche tenendo il fiato sul collo della casta. Dopo anni di inciuci all’insegna dell’impunità, il Pd non può fare altro che arrendersi di fronte all’ondata di onestà a 5 stelle, Genovese è stato consegnato alla giustizia solo grazie alla nostra pressione sul voto palese in Aula. Ci sono voluti 3 mesi per arrivare alla decisione della Camera perché il Pd ha tentato di salvarlo facendo melina, e non è la prima volta che accade: ecco l’elenco di tutti gli esponenti della casta salvati dalla cosiddetta sinistra.

Nella XIII legislatura, quella che va dal 1996 al 2001, sono stati salvati dall’arresto i forzisti Cesare Previti, Gaspare Giudice, Marcello Dell’Utri, Giancarlo Cito, Amedeo Matacena e Giuseppe Firrarello. Ma il Parlamento era a maggioranza Ulivo, si dirà: poco importa, la sinistra si è nascosta volentieri dietro il voto segreto per garantire l’impunità a parlamentari accusati di mafia, corruzione, estorsione e chi più ne ha, più ne metta. Si sono salvati con i vari franchi tiratori di centrosinistra che odiano storicamente lo scrutinio palese e certamente grazie ai voti delle componenti della maggioranza di centrosinistra i dei diniani, mastelliani, popolari, socialisti e verdi.

Anche sotto il Governo Prodi del 2006, i sinistri non ci pensano due volte a fare da scudo umano a Raffaele Fitto, Vittorio Adolfo e Giorgio Simeoni: tutti salvi dall’arresto nonostante fossero accusati di corruzione, finanziamento illecito, truffa aggravata e tangenti. Voto contrario alla misura disposta dalla magistratura con un vero e proprio plebiscito della casta, un no unanime sia da parte della destra che della sinistra: vale il motto “una mano lava l’altra ed entrambe rubano”, si salvano a vicenda perché fanno parte dello stesso sistema marcio.

Infatti pure con il Governo Berlusconi del 2008 il Pd dà un indegno spettacolo di sé: aiuta il centrodestra a salvare dall’arresto Nicola Di Girolamo, accusato di attentato ai diritti politici del cittadino, falsa dichiarazione d’identità, falso ideologico, abuso d’ufficio. Per cautela, il Pd in Senato vota contro la richiesta di autorizzazione alla misura cautelare. Poco dopo, infatti, tocca ad un deputato del Pd, Salvatore Margiotta, su cui pende una richiesta di arresto per corruzione: graziato anche lui dalla casta Forza-Pd, tutti contro l’arresto. Segue Antonio Angelucci del Pdl: la magistratura chiede con permesso di arrestarlo per una maxitruffa da 170 milioni di euro con “regali a tutti i partiti”. E infatti anche il Pd vota contro e lo salva, sicuro che il favore sarà come al solito ricambiato di lì a poco.

Ecco quindi Alberto Tedesco, già assessore di Vendola alla sanità: è un senatore del Pd accusato di corruzione e associazione a delinquere. La procedura è la solita: voto segreto e niente arresto, ovviamente grazie al no compatto della casta in cui si infilano anche i voti del Pd. Lo stesso accade per Nicola Cosentino, accusato di concorso esterno in associazione mafiosa: si contano ben 51 esponenti della cosiddetta sinistra che votano per negare l’arresto. Per chiudere in bellezza, il caso della berlusconiana Vittoria Brambilla: il M5S ha scoperto in Aula il Pd a votare contro la richiesta di autorizzazione a procedere nei suoi confronti, nonostante fosse accusata di peculato e abuso d’ufficio. E nonostante, direbbe qualcuno, sia esponente di un partito in teoria avversario.

Allora dev’essere chiaro una volta per tutte che Pd e Forza Italia sono la stessa cosa, sono due facce della stessa casta: per questo uno come Genovese è un renziano di ferro, il Pd ha sempre premiato e difeso i disonesti. Giù la maschera, Renzie: se non fosse stato per il M5S, invece che nel carcere di Messina, Genovese sarebbe vicepremier!

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