Riccardo Fraccaro BLOG

PATT e SVP non votino la legge elettorale!

regione-trento-01La direzione nazionale del PD riunitasi lunedì ha confermato di voler forzare la mano sulla legge elettorale senza tenere in nessun conto le proposte provenienti da schieramenti trasversali che si sono sollevate in coro per arginare la deriva autoritaria. E’ stato mantenuto integro lo sproporzionato premio di maggioranza che garantirebbe, indipendentemente dalla percentuale dei consensi, al partito più votato (non alla coalizione) 340 seggi, ben 24 poltrone in più rispetto alla maggioranza assoluta richiesta per le modifiche costituzionali. 

I nostri futuri 11 deputati (nel passato sempre determinanti per la vittoria della coalizione di governo) non conteranno più nulla e saranno alla mercé del partito che conseguirà la maggioranza assoluta. Provvisoriamente potrebbero aver riconosciuto solo il diritto di mugugno o, nella migliore delle ipotesi, il diritto di tribuna, in attesa che, con un’apposita ordinanza, vengano cancellati persino tali diritti.

Se non bastasse, mentre il M5S ha promosso un referendum per estendere l’autonomia anche in Lombardia, con la consultazione tra gli iscritti del 1 marzo il Pd ha formalmente espresso la volontà di abolire le Regioni a Statuto Speciale. Renzi procede in modo autoritario allo smantellamento delle realtà locali e gli attacchi alle autonomie si susseguono l’uno dopo l’altro, ma PATT e SVP restano inermi anziché gridare allo scandalo: gli eletti in Trentino-Alto Adige Südtirol escano dall’ambiguità, hanno il dovere di dissociarsi da questa deriva e di opporsi al neocentralismo renziano.

I partiti del centrosinistra autonomista devono prendere le distanze senza ulteriori titubanze da un disegno folle e devastatore. Se PATT e SVP vogliono tutelare realmente l’autonomia e difendere il futuro delle comunità locali hanno l’obbligo di mettere da parte la retorica e dissociarsi con fermezza da un rigurgito centralista di simile portata. Diversamente, sarebbero i responsabili della cancellazione delle conquiste ottenute in mezzo secolo di storia democratica delle istituzioni locali.

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