Riccardo Fraccaro BLOG

Parlamentari in conflitto di interessi, il M5S chiede l’intervento del presidente dell’Anticorruzione Cantone

incompatibili“Le norme sulla trasparenza e l’anticorruzione non si applicano ai dipendenti degli ordini professionali”. È la proposta formulata da un parlamentare che ha fatto della cura degli interessi particolari una missione di vita. Farmacista, presidente dell’Ordine dei Farmacisti, ha presentato un emendamento per schermare i farmacisti dalla disciplina in materia di anticorruzione. Oltre a molte altre proposte per alleviare tutte le pene che notoriamente affliggono questa sventurata categoria. Il senatore Andrea Mandelli di Forza Italia siede in Parlamento per difendere gli interessi esclusivi della sua corporazione, che lo ha premiato nominandolo Presidente della Federazione degli Ordini dei Farmacisti. Pare di vederlo mentre si aggira a Palazzo Madama con il camice bianco indosso, in rappresentanza non certo del popolo italiano ma della più ristretta casta dei farmacisti.

 

In compagnia di tanti altri suoi colleghi che, in un clamoroso conflitto di interessi, sono pagati da tutti i cittadini per scrivere norme ad personam. Come il senatore Amedeo Bianco del Pd, medico e presidente dell’Ordine dei medici chirurghi e odontoiatri, che ha presentato un ddl per ridurre all’osso la responsabilità dei medici e tagliare da 10 a 2 anni i tempi per le richieste di risarcimento. Per la gioia dei milioni di pazienti italiani alle prese con i casi di malasanità.

Il M5S ha interpellato il Presidente dell’Autorità Nazionale Anticorruzione, Raffaele Cantone, per chiedere l’immediata applicazione delle norme sull’inconferibilità ed incompatibilità d’incarichi presso le pubbliche amministrazioni. Gli Ordini professionali sono soggetti a questa disciplina e, naturalmente, chi al loro interno occupa posizioni di vertice non può in alcun modo rivestire la carica di senatore della Repubblica. Peggio: Mandelli occupa in totale ben 17 poltrone contemporaneamente, Bianco ne ha accumulate 7. E sono solo la punta dell’iceberg: abbiamo scoperto 68 organi direttivi, d’indirizzo politico professionale, i cui membri hanno anche importanti ruoli in altri ambiti pubblici, per un totale di circa 450 incarichi, con una media di 6 poltrone per ciascun professionista con punte che arrivano fino a 20. Tutte incompatibili tra loro. Cantone ci ha risposto che l’Anac, nei prossimi 30 giorni, eserciterà i poteri sul rispetto degli obblighi in materia di trasparenza e dei divieti in tema di inconferibilità e incompatibilità degli incarichi. Siamo soddisfatti e continueremo a vigliare sulla pronta applicazione di queste norme. La legge parla chiaro: gli onorevoli corporativi si devono dimettere!

È inaccettabile che un manipolo di lobbisti, per giunta eletti in Parlamento, voglia sottrarsi alle norme sull’anticorruzione per amministrare liberamente miliardi di euro di patrimonio degli Ordini e, quindi, controllare in modo clientelare un enorme bacino di voti anche attraverso atti legislativi su misura. È naturale che poi il partito unico faccia carte false pur di bloccare la legge sul conflitto di interessi che abbiamo presentato! Loro non vogliono farci sognare? E noi non li faremo dormire. Ci batteremo affinché le regole già esistenti vengano applicate e i parlamentari incompatibili tolgano il disturbo. E continueremo a lottare con tutte le nostre forze per approvare una disciplina sul conflitto di interessi in grado di restituire finalmente le istituzioni alla collettività. O noi o la fine della democrazia!

 

Qui il link allo studio del M5S

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