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Ospedale di Arco, la misura è colma: Zeni la smetta con le ipocrisie e dia ai cittadini risposte chiare

punto-nascita-ospedale-arco«Anche il punto nascita di Arco ha le ore contate e il declassamento dell’intero ospedale è dietro l’angolo, o perlomeno queste sono le intenzioni dell’assessore Zeni: è lui il responsabile di questa politica sanitaria vergognosa che in nome di una non meglio precisata “riorganizzazione” sta smantellando uno dopo l’altro i presidi sanitari delle nostre valli. Abbiamo visto tutti cosa ne è stato del punto nascite di Tione, sacrificato per compiacere il governo Renzi, e non vogliamo che lo stesso accada a quello di Arco. È tempo che l’assessore Zeni la smetta con questo atteggiamento ipocrita e dica pubblicamente ai cittadini quale sarà il destino del loro ospedale». La decisa presa di posizione del deputato M5S Riccardo Fraccaro arriva all’alba della manifestazione organizzata dai cittadini in difesa dell’ospedale di Arco, iniziativa a cui Fraccaro manifesta pieno sostegno, annunciando un’interrogazione al ministro alla salute Lorenzin. «Tutta la messinscena costruita da Zeni in questi ultimi mesi – spiega Fraccaro – conferma che l’obiettivo è uno solo, smantellare gli ospedali di valle e poi tutta la sanità pubblica trentina. Si comincia con i punti nascita, gli altri reparti seguiranno a ruota. Dopo quello di Tione, il prossimo della lista sarà il punto nascite di Arco: un servizio che copre un bacino di utenza di oltre 50.000 abitanti e tre milioni di turisti l’anno e che è fondamentale al mantenimento della sala operatoria. A dicembre, in occasione del consiglio comunale congiunto, l’assessore Zeni si era impegnato a informare i cittadini sull’esito della richiesta di deroga a Roma. A distanza di sei mesi, non solo non è arrivata alcuna risposta, ma addirittura Zeni ha anticipato il Ministero, chiudendo il punto nascite di Tione. E questo è solo l’inizio. Ma anche se da Roma arrivasse la deroga tanto attesa, il punto nascite di Arco non avrebbe comunque i requisiti minimi fondamentali: manca il rianimatore e manca anche il pediatra e questo perché l’assessore Zeni non ha saputo o non ha voluto assicurare il corretto funzionamento del presidio. Intanto il punto nascite resta aperto con “orario d’ufficio” e continua l’emorragia di pazienti verso altre strutture. Tutto fa pensare che si tratti di una strategia ben precisa e visto che Zeni si rifiuta di dare spiegazioni – conclude Fraccaro – chiederemo direttamente al ministro Lorenzin di chiarire quale sarà il futuro di questa fondamentale struttura».

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