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Nuove regole per gli hobbisti: così la Provincia di Trento affossa un’attività di grande valore sociale

hobbistiCon le modifiche alla legge provinciale sul commercio la Provincia affossa l’attività degli hobbisti trentini, che con la loro attività a metà strada tra l’arte e l’artigianato contribuiscono a diffondere la cultura della manualità e offrono un grande contributo dal punto di vista dell’aggregazione sociale e dell’attrazione turistica. Secondo la nuova delibera dell’Assessorato al Commercio, infatti, la vendita hobbistica potrà essere esercitata con uno speciale tesserino al massimo per 10 giornate all’anno.

È evidente che questo settore ha bisogno di essere regolamentato, per non sfavorire i commercianti in possesso di regolare licenza e fiscalmente penalizzati rispetto ai “finti hobbisti”, ma non è certo con questa delibera che si riuscirà a scovare i “furbi” e a contrastare il commercio irregolare e sommerso. Temiamo, inoltre, che così si favorirà l’arrivo degli hobbisti da altre regioni. La riserva del 50% dei posti disponibili per gli hobbisti trentini non è, infatti, sufficiente a scoraggiare fenomeni di pendolarismo da parte di hobbisti che nella loro regione hanno esaurito le giornate disponibili.

Frutto di un’iniziativa unilaterale, che non tiene conto delle 2.212 firme raccolte dall’Associazione hobbisti trentini con una petizione, questa delibera ha il duplice effetto negativo di non tutelare chi paga le tasse e di penalizzare fortemente i veri hobbisti, quelli che, in modo saltuario e restando ben al di sotto dei budget di attività commerciali, vendono gadget di pannolenci o l’origano del proprio orto nei mercatini organizzati dai comuni e dalle proloco. Momenti preziosi di aggregazione sociale per la comunità e attrattiva irresistibile per visitatori e turisti, di cui gli hobbisti sono preziosa linfa vitale.

Riccardo Fraccaro e Filippo Degasperi – MoVimento 5 Stelle

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