Riccardo Fraccaro BLOG

Norme truffa per l’elezione del Capo dello Stato: Renzi e Berlusconi realizzano il sogno di Craxi

imageIl disegno di stampo autoritario, frutto dell’accordo tra Renzi-Berlusconi, è finalizzato a calpestare il pluralismo per instaurare sulle macerie della democrazia la dittatura del partito unico dell’inciucio. È questo l’obiettivo dell’Italicum, una legge incostituzionale che concede un abnorme premio di maggioranza a discapito delle forze di opposizione e calpesta la volontà degli elettori. L’istituzionalizzazione della ghigliottina per i provvedimenti governativi ha lo scopo di eliminare le sacche di dissenso espresse dai gruppi politici alternativi al sistema. Anche gli interventi volti a soffocare gli strumenti referendari e la proposta di leggi di iniziativa popolare servono per ridurre al silenzio i cittadini. Con il bipolarismo mozzato dalla controriforma del Senato dei nominati, poi, viene eliminato un fondamentale organo di garanzia per rafforzare a dismisura il potere esecutivo. I pesi e i contrappesi della nostra Carta fondamentale vengono quindi scardinati, dalle fondamenta fino al vertice delle istituzioni: la Presidenza della Repubblica, da figura che dovrebbe essere super partes, diventa definitivamente l’emanazione diretta del partito unico.

Le nuove norme per l’elezione del Capo dello Stato, infatti, prevedono la maggioranza dei due terzi per i primi quattro scrutini. Successivamente, la soglia scende ai tre quinti del Parlamento. Fino alla nona votazione, con la quale il Presidente della Repubblica può essere eletto con la maggioranza del 50% + 1. Ma dalla nascita della Repubblica ad oggi sono stati necessari, in media, 10 scrutini per eleggere il Capo dello Stato. È quindi un meccanismo truffaldino: consegna un enorme potere di ricatto al partito di Governo che dal nono scrutinio potrà eleggersi da solo la massima carica dello Stato. Rispetto ad oggi, viene per giunta modificata la platea dei Grandi elettori: non parteciperanno più i delegati eletti dai Consigli regionali, ma solo i 730 deputati e nuovi senatori. Poiché le controriforme di Renzi e Berlusconi prevedono che i futuri inquilini di Palazzo Madama siano nominati dalle segreterie di partito, il Capo dello Stato verrà scelto direttamente dal premier. Diventerà totalmente superfluo cercare l’intesa su un nome condiviso, che garantisca imparzialità e terzietà rispetto agli equilibri tra le forze politiche: il capo del primo partito piazzerà al Colle un suo luogotenente, che poi lo nominerà premier e firmerà alla cieca qualunque decreto.

Con la maggioranza bulgara alla Camera, i pigiabottoni nominati al Senato e un fantoccio del partito di Governo come Presidente della Repubblica, ci sarà un uomo solo al comando del Paese. Che potrà spadroneggiare senza alcuna legge sul conflitto di interessi e sull’indipendenza del settore dell’informazione. E senza l’intralcio degli organi costituzionalmente previsti a garanzia del sistema democratico. Basti dire che per la Consulta si fanno già i nomi di Luciano Violante e Niccolò Ghedini, che faranno compagnia a Giuliano Amato: questo trittico terrificante dovrà custodire ciò che resta della nostra Carta fondamentale. Sempre che non sia proprio il “dottor Sottile” a salire al Colle: il nome di Amato, nei corridoi dei palazzi del potere, è quello che circola più insistentemente come successore di Napolitano in quanto garante ideale del partito unico dell’inciucio. Soprattutto dopo aver ottenuto il salvacondotto in cambio dell’appoggio alle controriforme, Berlusconi sarebbe felice di avere il pensionato d’oro al Colle e Renzi ne sarebbe addirittura entusiasta: insieme realizzerebbero il sogno di “Bottino Craxi”, di cui Amato è stato tesoriere. Il Patto del Nazareno prevede anche questo. Noi impediremo ad ogni costo che questo incubo si avveri, dobbiamo aprire gli occhi al Paese e stanare l’inciucio fino in fondo!

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