Riccardo Fraccaro BLOG

Newsletter 25 gennaio – 14 febbraio

parco adamello brentaAmiche e amici a 5 Stelle,

voglio aprire questa lettera con una notizia straordinaria: lo scorso 3 febbraio in Commissione Politiche Ue è stata approvata la risoluzione M5S per rendere più efficace l’Iniziativa dei Cittadini Europei. Per la prima volta siamo riusciti ad ottenere l’impegno che la Commissione europea si esprima entro un massimo di 12 mesi sulle proposte di legge sottoscritte dai cittadini. Una splendida vittoria a beneficio di tutti. Questi sono i fatti: mentre Juncker e Renzi fingono di litigare e intanto rubano la democrazia ai cittadini favorendo i poteri forti, noi invece restituiamo con azioni concrete la sovranità al popolo per costruire un’Europa dei cittadini!

È solo restituendo il potere che i partiti hanno sottratto ai cittadini ai legittimi proprietari che riusciremo a cambiare questa società e questo Paese: un passo alla volta, un mattone alla volta, vedrete che insieme ce la faremo. I partiti se ne stanno accorgendo e hanno paura. La prova è che tutti i loro sforzi si concentrano su due cose: cercare di screditare il MoVimento 5 Stelle e mantenere il potere a ogni costo.

Attenzione però: non si accontentano di screditarci. Stanno proprio cercando di eliminarci come forza politica. Stanno cercando di far approvare una legge anti-M5S, che costringe tutte le forze politiche ad adottare la forma partitocratica: se una simile norma liberticida venisse approvata, i cittadini a 5 stelle non potrebbero più partecipare alle elezioni. Il Pd vuole cancellare per legge l’alternativa di Governo degli onesti, siamo al fascismo renziano!

E poi sapete cosa si è inventato il Bomba per far stare in piedi il suo governo ridicolo? La MaggioRenzie! Non è uno scherzo e ora ve lo spiego: con una mossa scientifica, qualche giorno fa Renzi ha depenalizzato l’abuso di credulità popolare ben sapendo che altrimenti sarebbe incappato in questa fattispecie: sta prendendo in giro i cittadini con le manovre sotterranee per costruire artificialmente una maggioranza che non ha alcuna consistenza politica. In Senato, infatti, sono state respinte le mozioni di sfiducia per lo scandalo del salva-banche solo grazie al soccorso dei trasformisti: il Governo si è salvato appoggiandosi sui voti degli ex parlamentari di minoranza che fanno capo a Verdini e Tosi. Costretto a raccattare voti da ex forzisti e leghisti pur di restare incollato alla poltrona di Palazzo Chigi, Renzi ha creato di fatto una nuova maggioranza, o per meglio dire maggioRenzie, basata solo sul ricatto di incassare i vitalizi. Uno spettacolo indegno che il Paese non merita e che ci deve spingere a impegnarci ancora di più per costruire la nostra idea alternativa di Governo e liberarci dal partito trasversale della casta.

Una casta che è formata da partiti assolutamente identici fa loro: cambia qualche dettaglio, ma la sostanza è la stessa. Sono tutti indistintamente legati al loro personale tornaconto, ugualmente asserviti agli interessi delle lobbies che speculano su salute e ambiente dei cittadini, al punto che hanno consentito il raddoppio delle emissioni delle auto fino al 2020. Grazie a loro, le auto potranno inquinare il doppio… È una licenza di uccidere! A questo link trovate la lista di voto, nomi e cognomi di chi ha permesso questo abominio. Condividetela anche voi, chiedete a questi signori il perché delle loro azioni, diteglielo chiaramente: #CosìCiAmmazzate!

Il re di queste truffe è e rimane il PD: anche la pseudo-riforma dei vitalizi agli ex parlamentari condannati si è rivelata una beffa ai danni dei cittadini. I partiti non hanno cancellato gli assegni d’oro concessi agli onorevoli pregiudicati, hanno solo sospeso in via temporanea l’assegno a 10 ex onorevoli pregiudicati su oltre 1500. E adesso uno di loro ha riottenuto il vitalizio più gli arretrati: l’ex deputato Dc Pellizzari, condannato a 8 anni per bancarotta fraudolenta, continuerà a percepire ben 5.481 euro al mese, oltre alle mensilità non corrisposte.

Questi sono i valori del Governo Renzi e dei partiti che lo appoggiano: i disonesti vanno premiati, gli onesti vanno puniti. Per questo ha affibbiato 200mila euro di multa al M5S, per essersi rifiutato di partecipare al saccheggio delle risorse pubbliche. Avete capito bene: vogliono far pagare una penale all’unica forza politica che non succhia i soldi ai cittadini.

Ma ormai lo sappiamo che Renzi tutela solo la casta e in questo non ha alcun pudore. Tempo fa il rottamatore di se stesso diceva di voler condannare duramente i voltagabbana, quelli che una volta eletti nelle file di un partito, colpiti da improvvise folgorazioni politiche o piuttosto da precisi calcoli personali, cambiano casacca per abbracciare altri schieramenti politici. Ma adesso Renzi ha cambiato idea: ora i voltagabbana li imbarca tutti, distribuendo poltrone e prebende in cambio del loro scandaloso sostegno. L’esatto contrario del MoVimento 5 Stelle: per noi l’impegno assunto nei confronti dei cittadini è sacro, chi vuole infiltrarsi nel M5S per il proprio tornaconto pagherà di tasca sua il tradimento e i soldi che pensava di guadagnare andranno ai cittadini. Il mandato elettorale va rispettato: una norma di semplice buonsenso, che il PD si è permesso di criticare. Ma nessuno dice che i parlamentari PD devono versare 32 milioni di euro ad ogni legislatura che finiscono nelle casse del partito, altrimenti rischiano di essere espulsi e mai più ricandidati.

L’unico interesse di Renzi e del PD sono i soldi. Per loro ovviamente. Visto che hanno dimostrato di fregarsene altamente se l’Italia sta sprofondando nella povertà. Il Governo fa finta di nulla, si gira dall’altra parte e si rifiuta di accogliere le proposte del M5S in materia di reddito di cittadinanza, mentre in altri Paesi, come l’Olanda, il reddito minimo garantito è già stato introdotto e si stanno sperimentando soluzioni ancora più ambiziose come il reddito di base incondizionato.

Come se non bastasse, un recente accordo tra l’UE e l’Italia consente che le banche in sofferenza possano disfarsi dei loro debiti con un sistema di copertura pubblica. Ma il Governo dovrebbe garantire anzitutto i cittadini: prima di aiutare le banche, deve tutelare le imprese che non vengono pagate dalla Pubblica amministrazione.

Ovviamente queste cose – dal reddito di cittadinanza, al sostegno per le Pmi, fino all’introduzione di una vera edilizia sostenibile –, non le vedrete mai realizzate dal nominato premier, né da qualsiasi altro partito, ma solo dal MoVimento 5 Stelle. Anche per il Trentino Alto Adige le nostre proposte (e le nostre battaglie) sono tante.

Coltiviamo – è proprio il caso di dirlo – il progetto di trasformare il Trentino nella provincia biologica d’Italia. Il biologico rappresenta il futuro dell’agricoltura, la stella polare a cui riferirci in un percorso sempre più deciso di riduzione dei pesticidi e dei fertilizzanti chimici. Peccato che all’agricoltura bio, l’assessore Dallapiccola abbia destinato solo le briciole del Programma di sviluppo rurale: 2,7 milioni di euro su un totale di oltre 300 milioni. Un ottantottesimo di quanto investe la Calabria, un centoquattresimo delle risorse destinate dalla Sicilia. L’unico record che detiene la nostra provincia è quello per l’uso di pesticidi e noi abbiamo il dovere di invertire questa rotta. Perché a quanto pare l’assessore Dallapiccola ha un’altra visione del territorio: sfruttamento intensivo e cementificazione, ecco perché non vuole saperne di applicare la legge per il Parco agricolo del Garda: perché il parco metterebbe fine alla speculazione e al consumo del territorio e all’assessore autonomista questo evidentemente non piace. Ma allora lo deve dire chiaramente, in modo che i cittadini possano tenerlo bene a mente alle prossime elezioni!

Ma il problema più serio attualmente è la nostra Autonomia, che corre rischi seri e reali: da un lato con il combinato disposto della riforma costituzionale e dell’Italicum, dall’altro con la riforma del Terzo Statuto. Un quadro delicato, che dovrebbe essere affrontato con prudenza, preparazione, ma soprattutto con un reale coinvolgimento dei cittadini nelle scelte politiche. Cosa che, invece, non è avvenuta, come ho ricordato in questo intervento sulle pagine del Corriere del Trentino e dell’Alto Adige. La recente nomina di Enrico Costa al Ministero affari regionali non aiuterà di certo: prepariamoci a una dura lotta, perché per l’Autonomia speciale di Trento e Bolzano si preannunciano tempi davvero difficili.

Il problema di fondo è la crisi della democrazia che stiamo attraversando. Non solo gli strumenti di partecipazione popolare scarseggiano, ma vengono sistematicamente osteggiati. Il caso della legge regionale 11/2014 è emblematico. Questa legge, grazie all’intervento decisivo dei nostri consiglieri provinciali Filippo Degasperi e Paul Köllensperger, ha introdotto fondamentali strumenti di democrazia diretta per migliorare la partecipazione dei cittadini alla politica locale. I singoli comuni avrebbero dovuto recepirla entro il 9 dicembre 2015, modificando i loro Statuti. Purtroppo solo pochissimi comuni hanno rispettato i termini: la maggior parte manca all’appello. Le Province di Trento e Bolzano, che sarebbero dovute intervenire, non hanno ancora fatto nulla. Mi sono quindi immediatamente attivato per portare il Governo a conoscenza di questo fatto increscioso, chiedendo anche di intervenire. Non è ammissibile che i singoli comuni possano svincolarsi impunemente da una legge regionale, che oltretutto disciplina diritti politici fondamentali a livello locale. È un pericolo per lo stato di diritto!

Anche sulla trasparenza i comuni trentini vanno molto male: esiste una precisa legge nazionale che impone determinati requisiti per i siti web degli enti locali, per far sì che le informazioni e gli atti pubblici possano essere raggiunti con facilità dai cittadini. Ma anche questa norma viene spesso e volentieri disattesa e anche in questo caso la Provincia tace. Senza trasparenza è impossibile controllare l’operato di un’amministrazione comunale e quindi questo fatto è doppiamente grave. Ma almeno nei comuni dove il M5S è presente, siamo intervenuti chiedendo di sistemare le cose.

Alla trasparenza era dedicato anche uno dei miei ultimi atti di sindacato ispettivo: ho chiesto al Governo di fare luce su una serie di operazioni correntistiche messe in atto dall’ex direttore di Ivalsa, ovvero l’Istituto per la valorizzazione del legno, che fa capo al Cnr e che ha sede anche a San Michele all’Adige. Oscuri e mai chiariti movimenti di denaro, progetti di case in legno certificato trentino ma realizzati con legname tedesco… il tutto finanziato, ovviamente, con milioni di euro di fondi provinciali. Soldi nostri. Abbiamo il diritto di sapere dove siano finiti.

In queste settimane abbiamo anche gettato le basi per le attività da portare avanti nei prossimi mesi nei capoluoghi di Trento e Bolzano: a Trento con dei progetti interessanti in tema di smart city e blu economy, da tradurre in proposte concrete. A Bolzano con le prossime elezioni comunali e il referendum contro il progetto Benko. Da Merano, invece, è in arrivo una bella sorpresa. Il lavoro è tantissimo, ma con il vostro aiuto ce la faremo… e i risultati saranno come sempre al di sopra delle aspettative!

 

A riveder le stelle,

Riccardo

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