Riccardo Fraccaro BLOG

Newsletter 23 novembre – 24 dicembre

Auguri-5-StelleAmiche e amici a 5 stelle,

anche il 2015 è quasi arrivato alla conclusione. È stato un anno intenso, di duro e bellissimo lavoro, ma che proprio per questo ha visto il ‪M5S in costante crescita e non solo nei sondaggi. Al contrario dei partiti, che perdono i pezzi e si danno da fare solo quando si tratta di difendere privilegi e poltrone, il nostro è un MoVimento unito, fatto di persone vere, con i piedi saldi a terra, ma capaci di sognare e immaginare un’Italia migliore, persone che sanno cosa vuol dire lavorare e lottare per quello in cui credono.

È passato un mese dall’ultima volta che vi ho scritto e anche in questo mese ci siamo rimboccati le maniche e abbiamo dato battaglia sia in Parlamento che in Trentino Alto Adige in difesa della sanità, della scuola, della democrazia, opponendoci alle manovre dei partiti delle larghe intese e della finta opposizione. La vicenda che più ci ha colpiti di queste ultime settimane è certamente quella legata al salvataggio di Banca Etruria e al conflitto di interessi del ministro BoschiUna vicenda emblematica del sistema di potere che occupa Palazzo Chigi: una cricca di interessi economico-finanziari che si serve di prestanome politici come Renzi e Boschi per dettare legge. È bastato un provvedimento del Governo per azzerare il valore di titoli e obbligazioni e mandare in rovina in un sola notte migliaia di italiani indotti a comprare prodotti-truffa dai banchieri. Questo non è un decreto salva-banche, è un decreto ammazza risparmiatori!

Ecco perché il conflitto di interessi della Boschi e del Governo è qualcosa di semplicemente immorale, osceno, intollerabile. E ditemi voi se questo non è un conflitto bello e buono: un ministro che grazie a un provvedimento del Governo di cui fa parte, approva un salvacondotto per il padre banchiere che non potrà essere chiamato a rispondere direttamente dai cittadini truffati.

Con legge del M5S sul conflitto di interessi, di cui sono primo firmatario, la Boschi si sarebbe già dovuta dimettere: è un principio basilare per qualsiasi paese civile, che Renzi aveva promesso di varare nei primi 100 giorni di governo, ma che adesso è diventato l’ennesima bugia del pinocchio fiorentino, come ho spiegato nel mio intervento a Omnibus di La7. Nel pieno della bufera, Renzi ha annunciato a gran voce il suo sostegno all’istituzione di una commissione parlamentare di inchiesta sulle banche. Ma era l’ennesima menzogna: si tratta, infatti, di una semplice commissione di indagine che servirà solo a salvare i banchieri responsabili del disastro.

La rapina di soldi pubblici prosegue con il colpo messo a segno dalla “banda dei finanziamenti”. Dopo aver approvato in fretta e furia la sanatoria sui cosiddetti rimborsi (legge Boccadutri), i partiti si sono divisi il malloppo: 45,5 milioni di euro rubati ai cittadini! Uno scandalo che ho denunciato ai microfoni di La Gabbia su La7: sono soldi che i partiti rubano ai cittadini e noi li abbiamo diffidati perché stanno violando ogni norma di buon senso. È scandaloso intascare soldi pubblici senza alcun controllo, quando le aziende chiudono perché non vengono pagate dallo Stato! Come se non bastasse, il PD invece di ridurre sprechi e privilegi per avvicinare le istituzioni al Paese reale, ha tentato di approvare un aumento dello stipendio per i super-burocrati di Montecitorio, che ci costerà 3,4 milioni di euro all’anno a partire dal 2016, oltre 1,2 milioni di spesa in più rispetto ai livelli attuali, come ho spiegato in questa intervista a Il Fatto Quotidiano.

E pensare che la prima promessa di Matteo Renzi, detto il Bomba, era stata quella di ridurre i costi della politica! Non c’è niente da fare: dobbiamo liberarci al più presto di queste sanguisughe di Stato e riprenderci la nostra sovranità! Le cifre lo dimostrano: grazie al M5S la spesa della Camera è scesa del 11,7%; per colpa di Renzi la spesa dello Stato è aumentata del 12,6%!

Anche i dati Istat, confermano che il governo Renzi ci sta trascinando sempre più nel baratroil Job Act ha dato il colpo di grazia al mondo del lavoro, ha raso al suolo ogni tutela, ha aumentato il numero dei precari e ha favorito i poteri forti che sostengono il premier. Uno scenario che nemmeno Berlusconi e Monti erano riusciti a realizzare! Pensate che tutti i Paesi europei colpiti dalla crisi hanno registrato in questi mesi un incremento dell’occupazione migliore del nostro. Grazie, Renzi: persino la Grecia è riuscita a fare meglio di noi.L’unico record dell’Italia è quello dei morti per inquinamento: nel 2012 sono stati 85 mila. La colpa non è solo dei combustibili fossili, la colpa è soprattutto della politica asservita alle lobbies, che da anni cincischia e non si decide a mettere in atto misure serie di controllo delle emissioni inquinanti. Dobbiamo superare il sistema economico lineare: lo schema “estrarre, fabbricare, vendere e gettare” ci sta portando al collasso. Dobbiamo transitare verso un’economia circolare dove le risorse si rigenerano, inserendole nuovamente nella produzione. L’ho spiegato in occasione della presentazione del libro “Uso, Disuso, Riuso”, a Roma, alla presenza del prof. Cuomo (Università La Sapienza), che sta seguendo il progetto M5S per la riqualificazione energetica di Montecitorio.

Il Trentino e l’Alto Adige non sono immuni dagli effetti deleteri della politica renziana, anzi: gli effetti della riforma del nominato premier sulle banche di credito cooperativo si faranno sentire pesantemente anche sulle nostre casse ruraliCon la riforma voluta dal PD, l’autonomia gestionale delle casse rurali, è destinata a essere ridotta ai minimi termini. Renzi sta agendo in una logica puramente finanziaria senza alcuna attenzione alle peculiarità storiche della cooperazione. L’autonomia e i valori costitutivi del movimento cooperativo (democrazia societaria, territorialità, fine sociale e mutualità) sono in pericolo.

E dove non arriva il premier, ci pensano Rossi e Kompatscher a mettere in atto le politiche del più bieco renzismo. Lo abbiamo visto bene con la questione degli ospedali e dei punti nascita periferici. Diciamoci la verità: né all’assessore Zeni, né all’assessora Stocker importa un fico secco di mantenere in vita questi servizi essenziali per decine di migliaia di persone nelle nostre vallate. Gli importa solo di non perdere voti (e quindi cariche) e portano avanti la classica politica del cerchiobottismo, utile a confondere le acque e a imbonire l’opinione pubblica. A partire dal 2010, quando hanno firmato (Pd, Patt e Upt) l’accordo Stato-Regioni, che prevedeva la chiusura dei punti nascita sotto i 500 parti all’anno. Dopo cinque anni, di fronte alle proteste dei cittadini, hanno prima dato la colpa a Roma e poi hanno svogliatamente avviato una discussione con il Governo per ottenere una deroga per quei punti nascita – Arco, Cavalese, Cles e Tione – che avrebbero dovuto chiudere. Peccato che la richiesta di deroga non sia ancora partita da Trento. A fine novembre sono “cascati dal pero” e si sono accorti che entro pochi giorni andava recepita la normativa europea sul riposo di 11 ore per il personale sanitario. Una norma sacrosanta, che esiste da più di un anno. Ma a causa della loro disorganizzazione, da un giorno all’altro siamo piombati nel caos: pronti soccorso chiusi la notte e punti nascita con orario part-time. La loro negligenza ha trasformato quello che avrebbe dovuto essere un semplice adempimento normativo in una perdurante emergenza ed oggi gli ospedali pubblici non riescono più a garantire il servizio. Abbiamo dato battaglia per settimane, sui giornali, nei consigli comunali, in Provincia, nelle manifestazioni di piazza e abbiamo gridato all’assessore Zeni che quella che ha messo in piedi, dai concorsi assurdi alla deroga fantasma, non è altro che una farsa insopportabile, utile solo a coprire le politiche scellerate che giorno dopo giorno demoliscono la sanità pubblica. Potranno darla a bere a qualche giornalista, ma non certo a noi, che in più di una occasione li abbiamo smascherati e che su questo tema non arretreremo di un passo!

Lo stesso accade in Alto Adige dove la mannaia della Giunta Kompatscher ha colpito pesantemente la sanità pubblica: dopo l’emendamento alla Finanziaria che alza del 20% il tetto degli stipendi per i funzionari sanitari, è stato approvato l’odg Artioli che rivaluta la sanità privataUna proposta vergognosa che è passata con l’approvazione dell’SVP, che usa l’Autonomia per smantellare la sanità pubblica.

Anche l’istruzione è sotto tiro: fedele al principio di foraggiare gli istituti privati, Ugo Rossi taglia a destra e a manca le scuole di paese, che sono costrette a chiudere per decreto. Tra le vittime c’è anche la scuola ladina di Soraga, su cui sono intervenuto con un’interrogazione parlamentare, per tutelare i diritti di questa minoranza linguistica.

Ma anche sui temi ambientali e dell’utilizzo dei soldi pubblici siamo scesi in campo a fianco dei cittadini: con il consigliere provinciale Filippo Degasperi stiamo vigilando sull’impianto a biomasse che vorrebbero costruire a Valdaone, perché abbiamo scoperto pesanti criticità sulla genesi e sulla sostenibilità finanziaria di questo progetto. Non vogliamo che a farne le spese siano sempre e solo i cittadini!

Per fortuna, nonostante i partiti, ci sono anche tante e bellissime soddisfazioni, che ci ripagano del lavoro fatto e ci spingono ad andare avanti nelle nostre battaglie quotidiane. A cominciare dalla democrazia diretta, che grazie al lavoro del M5S prima in consiglio regionale con la legge 11/2014 e adesso nei singoli comuni passo dopo passo si sta diffondendo capillarmente nella nostra società: da Laives a Trento a Merano aumentano gli strumenti per allargare la partecipazione dei cittadini alla politica e questo è solo merito nostro.

A Bolzano è stata approvata la nuova legge sugli appalti pubblici con gli importanti miglioramenti proposti dal M5S e dal consigliere Paul Köllensperger: pagamento diretto ai subappaltatori e meccanismi premiali per quelle aziende che si avvalgono di manodopera locale e di prodotti e servizi da filiera corta. Principi che ho portato anche nella legge nazionale sugli appalti pubblici e che andranno a tutelare le piccole medie imprese del nostro territorio.

A Levico e a Riva del Garda è arrivata la diretta streaming del consiglio comunale, mentre in provincia di Bolzano è stata approvata la mozione che propone di reintrodurre nelle scuole superiori l’educazione civica: una proposta concreta per educare alla cittadinanza attiva e alla partecipazione i ragazzi di oggi, che domani saranno elettori informati e consapevoli.

L’ultimo punto più che una notizia è quasi un miracolo: grazie all’emendamento di Filippo Degasperi in Finanziaria, la Provincia di Trento ha messo a bilancio 100.000 euro per far partire il Parco Agricolo del Garda Trentino: dopo 8 anni e 9 mila firme raccolte, ci voleva il M5S per dare una scossa ai partiti e fare il primo passo verso l’attuazione di questa bellissima legge frutto di un percorso partecipato, vero e proprio esempio di come la politica fatta dal basso possa portarci lontano. E pensate che questi sono solo alcuni dei risultati degli ultimi mesi: altri ne arriveranno con l’anno nuovo, segno tangibile di una imminente e inarrestabile rivoluzione.

Concludo questa mia lunga, ma partecipata lettera con i miei più sinceri auguri, a voi e alle vostre famiglie, per un felice Natale e per uno splendido 2016. Ma soprattutto, voglio ringraziare ciascuno di voi per esserci stati vicini e averci dato supporto, consiglio e collaborazione in questo 2015 che sta per finire. Ringrazio gli attivisti, insostituibili e sempre presenti, i sostenitori e tutti i portavoce M5S in Parlamento, nelle Regioni, nelle Provincie, nei Comuni, nelle circoscrizioni, assieme ai quali condivido lo stesso sogno per una società e un’Italia più giusta, più pulita, più forte e più onesta. Grazie di cuore per questi 12 mesi passati insieme. Ci rivediamo il prossimo anno, ancora più carichi e battaglieri, per continuare assieme il cammino e realizzare il nostro sogno a 5 Stelle!

 

Auguri di cuore,

 

Riccardo

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: