Riccardo Fraccaro BLOG

Newsletter 15 febbraio – 13 marzo

050316Amiche e amici a 5 Stelle,

prendo spunto dall’editoriale apparso sul quotidiano L’Adige domenica 6 marzo e firmato dal direttore Pierangelo Giovanetti per aprire questa newsletter. Più che un editoriale (se non lo avete letto, lo trovate qui), un’invettiva contro il M5S, che per il direttore equivale a populismo, chiacchiere al vento e incapacità di governare. Da questo esempio risulta chiara una cosa: che il sistema sta cominciando a vacillare. Il M5S fa tanta paura, questa è la verità. Ora si avvicinano le elezioni in molte grandi città italiane e il sistema comincia ad affilare le armi: delegittimazione, screditamento, gossip, accuse infondate. È la regola vecchia ma sempre valida della macchina del fango: chi si pone contro il governo o contro certi poteri, finisce infangato. Il Pd sta andando nel panico, non avendo argomenti con cui attaccare si è ridotto a riciclare vecchie fandonie già smentite e sconfessate: ora accusa di spionaggio Casaleggio, che per primo aveva denunciato due anni fa il rischio sicurezza dei server.

L’analisi del direttore de L’Adige, che contrappone il populismo del M5S al riformismo dell’attuale governo è però smentita dai fatti, come ho puntualmente ricordato nella mia risposta (potete leggerla qui). Abbiamo infatti dimostrato di saper interpretare in modo concreto, con risultati tangibili e innegabili, le istanze di milioni di cittadini. È, semmai, proprio l’attuale partito di Governo a risultare totalmente privo di un programma e incapace di andare oltre gli slogan, le mance elettorali e le promesse tradite.

Da mesi centinaia di migliaia di italiani, vittime di autentiche frodi, chiedono di riottenere i risparmi azzerati dal Governo con il decreto che ha salvato banche e amministratori, a partire da papà Boschi. Per l’ennesima volta, dopo i soliti annunci spot, Renzi non ha varato i risarcimenti preferendo piuttosto salvare gli istituti di riferimento del Governo: ancora una volta gli interessi dei banchieri vengono prima dei diritti dei cittadini.

Ma non è l’unica mossa scandalosa che il Bomba ha fatto in queste settimane: alla disperata ricerca di fondi per finanziare le sue manovre propagandistiche, invece di aggredire sprechi e privilegi, ha colpito ancora una volta le fasce più deboli e vuole scippare le pensioni di reversibilità ai cittadini. Gli assegni d’oro della casta invece restano fermi dove sono: vergogna!

Di recente il nominato premier ha anche ammesso che il Jobs Act non crea lavoro: ha confessato di aver stanziato 12 miliardi di euro e cancellato l’articolo 18 senza creare occupazione. Ha persino elemosinato gli applausi dei suoi stessi deputati, anche loro imbarazzati di fronte a questo disastro!

Ma non è solo in Aula che Renzi si copre di ridicolo: nei giorni scorsi ha messo in imbarazzo il nostro Paese anche di fronte alla stampa estera: alla fine del tragicomico spettacolo sui due anni di governo, quando Renzi ha pensato di chiudere in bellezza annunciando l’inaugurazione della Salerno-Reggio Calabriai giornalisti stranieri sono scoppiati a ridere. Sanno anche loro che è l’ennesima panzana del Bomba!

La verità che i giornali e le TV ci nascondono è che Renzi sta massacrando il Paese: dal patto del Nazareno allo scardinamento della Costituzione, dai tagli alla sanità pubblica alla cancellazione dei diritti dei lavoratori, passando per i regali alle banche e l’aumento della pressione fiscale. Se Renzi non è ancora precipitato da Palazzo Chigi, è stato solo grazie all’affiliazione con Verdini: dopo avergli votato la fiducia e confezionato il ddl sulle controriforme incostituzionali, il senatore di centrodestra che ha più processi che elettori, ha salvato Renzi dal totale disfacimento. Siete stupiti? Io per nulla. Denis e Matteo sono due facce della stessa loggia partitocratica: è nato ufficialmente il governo PDue!

Se con Berlusconi pensavamo di aver toccato il fondo, purtroppo abbiamo dovuto ricrederci: Renzi è molto peggio e non abbiamo ancora visto tutto. Prendiamo ad esempio il conflitto di interessi: il MoVimento 5 Stelle ha presentato un disegno di legge, a mia prima firma, per risolvere definitivamente il vulnus istituzionale rappresentato dal conflitto di interessi con misure incisive e strutturali, che intervengono sia sul piano preventivo che su quello sanzionatorio: incompatibilità con le cariche istituzionali ad ogni livello per i soggetti titolari di interessi che interferiscono con il principio di imparzialità, accertamento ex ante delle cause di incompatibilità e rimozione del conflitto con obbligo di astensione pena la nullità degli atti, applicazione di sanzioni pecuniarie e decadenza dalla carica. Il PD invece è riuscito ad approvare una legge peggiore della Frattini, quella voluta da Berlusconi per tutelare i propri affari. Renzi potrà così continuare a salvaguardare gli interessi particolari calpestando il bene comune. L’allievo supera il maestro… e come se non bastasse, è in arrivo l’ennesima legge scandalosa ai danni dei cittadini. Il famigerato decreto 256, che introduce i pignoramenti facili delle abitazioni, è stato scritto apposta per speculare sulle difficoltà degli Italiani. Questo Governo è la quintessenza del conflitto di interessi, Renzi alimenta la crisi invece di farla pagare a chi l’ha causata!

Se il nostro disegno di legge sul conflitto di interessi venisse approvato, si metterebbe la parola fine a molte situazioni intollerabili: come per esempio la prassi che vige in Alto Adige, dove giudici e inquirenti sono spesso e volentieri legati in maniera equivoca con quella finanza e quella politica che dovrebbero invece controllare. I giudici del Tar, nominati dalla politica, sono l’esempio lampante e tragico di questa prassi, che tende a prefigurare una sorta di giustizia amministrativa “domestica”, priva di quei requisiti di terzietà e imparzialità che sono costituzionalmente richiesti e garantiti, e che rischia di delegittimare di fronte all’Italia intera l’Autonomia di cui gode il nostro territorio. Il procuratore Rispoli è l’esempio perfetto di questa problematica, visto che sta guidando l’inchiesta sulla Sparkasse e al tempo stesso è membro della Fondazione che controlla l’istituto di credito. Ruoli e incarichi che a nostro avviso devono restare ben separati.

Lo stesso concetto è applicabile alle commissioni edilizie, un problema che interessa la Provincia di Trento, dove la riforma Daldoss ha di fatto consentito la presenza dei politici nelle commissioni edilizie, non più ammessa nell’assetto normativo nazionale attuale. È una stortura come questa, a cui ci siamo opposti con una serie di emendamenti in consiglio provinciale e anche con un’interpellanza parlamentare, che ad Arco ha prodotto il caso “ex Argentina”, su cui ora sta indagando la procura.

Consumo di suolo, cementificazione, speculazioni edilizie: sono alcuni dei grandi mali del nostro tempo, non solo ad Arco con l’ex Argentina, ma anche a Bolzano, che è terreno di conquista di sedicenti immobiliaristi austriaci. Sul nuovo centro commerciale di Benko, spacciato per un’occasione imperdibile di riqualificazione urbana, nei prossimi giorni si terrà una consultazione popolare: peccato che il commissario Penta non sia riuscito (o non abbia voluto?) a garantire la necessaria trasparenza e completezza di informazione. Una parte di documentazione specifica, essenziale per esprimere una valutazione oggettiva sul progetto e per stabilire se si tratti di interesse pubblico o meno, non è stata messa a disposizione, non è cioè pubblicamente consultabile. Proporre una consultazione popolare o referendum senza fornire tutta la documentazione e senza che ci sia quindi reale trasparenza significa inficiare sin dall’inizio il percorso di partecipazione popolare che di fronte a scelte così impattanti dovrebbe invece essere il punto di riferimento primario dell’amministrazione comunale, o in questo caso del commissario.

Ma non hanno fatto i conti con il M5S, con la candidata sindaca Caterina Pifano e tutta la sua squadra, pronti e preparatissimi per dare battaglia non solo su questo tema ma su tutte le altre questioni nodali per il comune di Bolzano.

Un’altra grande battaglia che ci ha tenuti impegnati in questi giorni in Trentino è quella sul quorum zero: tanto per cominciare, diversi comuni che dovevano adeguarsi alla legge regionale 11/2014 sulla democrazia diretta, non hanno ancora fatto nulla. In alcuni casi sono stati i cittadini stessi, tramite il difensore civico, a sollecitare l’intervento della Provincia, che di fatto è arrivato e ha imposto un nuovo termine perentorio per il recepimento, che ha costretto le amministrazioni locali a convocare in fretta e furia i consigli comunali per discuterne. È stato a Rovereto che si è concretizzata la battaglia per il quorum zero: anche se alla fine la maggioranza che amministra il Comune ha optato per una “non decisione”, abbiamo di fatto ottenuto una riduzione sia del quorum che del numero di firme da raccogliere per poter proporre un referendum. Per una forza di opposizione non è mica poco!

Sono risultati di cui andare fieri, che ci incoraggiano a mettercela tutta, a fare sempre di più e sempre meglio. La stessa cosa si può dire per la nostra campagna contro il glifosato, il pesticida cancerogeno che grazie ai portavoce M5S è stato vietato nella Provincia di Bolzano e nei Comuni trentini di Lavis e Rovereto.

Passo dopo passo stiamo arrivando sempre più lontano, mettendo a segno ogni giorno grandi e piccoli risultati, che ci fanno capire che la direzione è quella giusta. Sempre più persone sono con noi e ci ringraziano per quello che facciamo. E questa è la conferma e la ricompensa più bella per chi fa parte del M5S. Vogliamo cambiare l’Italia e il Trentino in meglio, nell’interesse esclusivo dei cittadini, lo stiamo facendo e un passo alla volta ci riusciremo. È solo questione di tempo. Perché chi sogna da solo fa solo un sogno, ma se sogniamo in tanti possiamo realizzare qualcosa di grande!

A riveder le stelle,

Riccardo

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