Riccardo Fraccaro BLOG

Newsletter 11-24 gennaio 2016

intervista_LA7_fraccaroAmiche e amici a 5 Stelle,

con l’inizio del nuovo anno penso che una cosa sia finalmente chiara per tutti: che i partiti hanno paura. Hanno paura perché la nostra straordinaria rivoluzione dal basso è ogni giorno sempre più forte e diffusa. È inarrestabile. Come un’onda di piena, che però non distrugge, al contrario, pulisce, risana e ricostruisce. Ecco perché con il nuovo anno la macchina del fango dei partiti autonominati è partita a tutta velocità, per cercare di screditare e di demolire il nostro lavoro. Ma nella loro misera strategia non hanno tenuto conto di un fattore: il MoVimento 5 Stelle ha una caratteristica fondamentale, che gli altri partiti non hanno e non avranno mai. La coerenza. Ancor prima dell’onestà, è la coerenza la nostra grande forza. Pensavano che quanto successo a Quarto ci avrebbe distrutto. Non immaginavano che invece ne saremmo usciti più forti di prima e a testa alta. Quando, qualche anno fa, abbiamo deciso di metterci al lavoro per cambiare questo Paese, sapevamo che la strada sarebbe stata lunga e faticosa. La strada dell’onestà ha un prezzo, quello di dover essere sempre, senza eccezioni, al di sopra di ogni sospetto. Il “caso Quarto”, come lo chiamano i media di regime, è un tassello nella storia nella nostra coerenza, la testimonianza concreta che un’altra politica, ma soprattutto un altro Paese è possibile. È grazie a questa coerenza che abbiamo la forza per chiedere le dimissioni di tutti gli esponenti di partito coinvolti negli scandali, cosa che Renzi, a capo di un partito di indagati non può certo fare. Invece di attaccare, dovrebbe andare a scuola di politica dal M5S!

I loro penosi attacchi si infrangono contro la realtà dei fatti. La forza del M5S è quella di amministrare nell’interesse dei cittadini. Stiamo costruendo un’Italia 5 Stelle risanando i bilanci, tagliando sprechi e privilegi della politica, tutelando l’ambiente e sostenendo le fasce più deboli. A questo link trovate alcuni dei successi ottenuti, anche in pochi mesi di amministrazione, nei Comuni a 5 Stelle, un viaggio da Nord a Sud in quello che può essere il Paese con un Governo M5S.

Tanti risultati che sono stati possibili anche grazie ai tagli dello stipendio che da regolamento del M5S i portavoce mettono in pratica periodicamente:da quando sono stato eletto deputato della Repubblica oltre 133 mila euro sono tornati ai loro legittimi proprietari: i cittadini italiani. Questi soldi, assieme ai soldi restituiti dagli altri portavoce in Parlamento, sono finiti in un fondo a sostegno delle piccole e medie imprese italiane. Nel 2015, grazie a questo fondo, 900 aziende hanno ricevuto un sostegno economico. Questo significa almeno 2000 nuovi posti di lavoro!

Ovviamente, tutte queste cose, non le sentirete mai raccontare nelle televisioni di regime: quelle televisioni che su Quarto hanno raccontato un mare di bugie, ma che si sono ben guardate dal dire anche una sola parola sul caso Caputo, l’eurodeputato PD (ovviamente renziano di ferro) indagato per voto di scambio politico mafioso. È questa televisione che padron Renzi vuole addebitarci direttamente nella bolletta elettrica. Un teleregime istituito con la nuova legge sul servizio pubblico, che lo trasformerà definitivamente in un servizietto privato a favore del nominato premier.

Ma purtroppo questa non è l’unica porcata messa a segno dal Governo negli ultimi giorni: pensate che Renzi vuole far approvare una norma scandalosa che sottrae alla Corte dei Conti i poteri di controllo sulle società partecipate. Un decreto salva-ladri che lascerà impuniti tutti gli abusi di risorse pubbliche. Sono intervenuto in Aula per denunciare questa vergogna e chiedere al Ministro Madia di riferire subito, perché si tratta, di fatto, della depenalizzazione del danno erariale. Un colpo di spugna che cancellerà gli scandali legati a sprechi e ruberie negli enti locali, a partire da quelli di Mafia Capitale. E vogliamo parlare della legge salva-papà di Maria Elena Boschi? Un decreto che getta sul lastrico centinaia di migliaia di cittadini per salvare quattro banche dal fallimento annunciato, per giunta garantendo a pochi speculatori ben informati guadagni milionari, ma soprattutto consentendo ai dirigenti di farla franca. Questo scandalo non va taciuto, è prioritario restituire centralità alla salvaguardia del bene comune e non agli affari privati. Per questo abbiamo presentato la nostra legge sul conflitto di interessi già all’inizio della legislatura, a mia prima firma, un provvedimento che il Pd cerca ovviamente di ostacolare in tutti i modi. Perché è davvero peggio di Berlusconi!

E in Trentino Alto Adige cosa succede? Come sempre le cose da denunciare sono tantissime, ma noi non molliamo e lavoriamo nell’interesse dei cittadini, portando a casa risultati davvero straordinari per una forza politica di opposizione. Anche a livello locale non mancano gli attacchi, come quello assolutamente ridicolo di Dellai, che però rispediamo al mittente, visto che siamo l’unica forza politica a poter ancora camminare a testa alta.

Scandaloso l’atteggiamento del presidente Rossi sul caso Deloitte: un atteggiamento che in qualsiasi paese civile coinciderebbe con le dimissioni immediate dalla carica che ricopre. I tentacoli di Deloitte sono penetrati a fondo nel sistema della Provincia. Da mesi il M5S del Trentino è impegnato in indagini e analisi sostanziate da molte interrogazioni e accessi agli atti. L’ammontare è esorbitante e non ne conosciamo ancora l’entità. Anche su questo Rossi non è stato per nulla chiaro: ma parliamo di milioni di euro, che sono spariti in una voragine durata anni e mascherata da consulenze indispensabili richieste anche con una certa insistenza dalla Provincia, per tramite delle sue partecipate e di Informatica Trentina. Di fronte a un tale scandalo non è difficile capire perché poi manchino milioni di euro per scuole, ospedali, assistenza sociale. E perché aumenti la pressione fiscale.

Ma quando c’è la possibilità di incassare 20 milioni di euro dalla voluntary disclosure (la collaborazione volontaria per l’emersione dei capitali all’estero) la Provincia si tira indietro. Perché? Io ho presentato un’interrogazione al Ministro dell’economia e delle finanze, il consigliere Degasperi un’interrogazione provinciale per andare a fondo della cosa. Cosa si potrebbe fare con 20 milioni di euro è presto detto: tenere aperti i punti nascita periferici, evitare i ticket sanitari sulle ricette mediche, evitare i tagli agli asili nido.

Di recente siamo intervenuti su uno dei temi che ci sta più a cuore: la democrazia diretta. Il termine del 9 dicembre 2015, infatti, è trascorso senza che la maggior parte dei comuni abbia recepito i contenuti della legge regionale 11/2014. La Giunta provinciale, che sarebbe dovuta intervenire entro un mese per far rispettare la legge, è rimasta in silenzio. Un silenzio grave, in quanto sono a rischio i diritti di partecipazione popolare. Abbiamo quindi chiesto al presidente Rossi di intervenire immediatamente per garantire il rispetto dei diritti politici fondamentali a livello locale.

Siamo intervenuti anche in tema di cooperazione, mentre a Roma si discute della riforma delle Bcc, noi abbiamo chiesto ufficialmente le dimissioni di Giorgio Fracalossi dalla presidenza della Cooperazione. Non è una questione di scelte e valutazioni: Fracalossi in questo momento ricopre tre cariche che rimandano a poteri e competenze che devono restare separati, come ho fatto presenta anche nell’ interrogazione al Ministro dell’economia e delle finanze e al Ministro dello Sviluppo economico per verificare la legittimità dei molteplici ruoli ricoperti da Fracalossi.

Da oltre un anno poi abbiamo portato i problemi della struttura carceraria di Spini di Gardolo all’attenzione del Ministro della Giustizia Orlando, ma senza mai ottenere risposta. I problemi principali sono la carenza di personale di polizia penitenziaria e il rischio di sovraffollamento, cosa che avrebbe conseguenze pesanti sulla sicurezza di tutti. In Parlamento sono intervenuto sollecitando il Ministro Orlando a rispondere alle numerose interrogazioni sul carcere di Gardolo depositate gli scorsi mesi.

Le nostre autonomie, intanto, sono sempre più sotto attacco: non bastava il centralismo di Renzi, che non ha mai nascosto di volerle eliminare. Ora all’orizzonte si profila addirittura la possibile nomina di Enrico Costa (Ncd), autore nel 2012 di una proposta di legge per cancellare le autonomie, al Ministero affari regionali. Per scongiurare questa ipotesi sciagurata ho invitato il presidente della provincia di Bolzano Kompatscher e tutte le forze politiche della regione a intervenire con un’azione comune nei confronti del Governo. La proposta del ‪M5S va nella direzione opposta e mira non solo a salvaguardare le autonomie speciali, ma soprattutto a estendere i principi di autodeterminazione anche alle altre regioni e allargare gli strumenti di‪partecipazione e di coinvolgimento popolare dal basso.

Come vedete, abbiamo cominciato il nuovo anno più agguerriti ed energici che mai e nelle prossime settimane continueremo a dare battaglia sui nostri temi: partecipazione, sanità pubblica, reddito di cittadinanza, legalità, ambiente, scuola pubblica. A proposito di scuola: lunedì 25 gennaio a Bolzano, durante la serata organizzata dal M5S Alto Adige, parleremo dell’ennesima porcheria renziana per demolire uno dei pilastri fondamentali della nostra democrazia: la legge sulla Buona scuola. Assieme a me ci sarà anche il deputato M5S Giuseppe Brescia, membro della Commissione Istruzione e Cultura. Vi aspetto in tanti per discuterne assieme!

 

A riveder le stelle,

Riccardo

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