Riccardo Fraccaro BLOG

Nessun progetto sulla sanità trentina, solo un gioco di poltrone

#donatastaiserenaÈ ufficiale. Oggi sappiamo che il neoassessore provinciale alla Salute e Solidarietà Luca Zeni non ha un progetto politico. La conferenza stampa di Giunta alla quale Zeni ha presenziato oggi ha rivelato la totale assenza di contenuti e di progettualità in merito alla tanto sentita e dibattuta questione della chiusura degli ospedali e dei punti nascita periferici o all’improbabile progetto del NOT.
Infatti, se Zeni avesse avuto delle idee precise, perché non cogliere l’occasione di presentarle stamani, davanti a una pletora di giornalisti? Sarebbe bastato elencare in sintesi i punti chiave su cui si svolgerà il suo mandato da qui al 2018. Invece, solo parole generiche sulla fase di inserimento che ora lo attende e sull’impegno a portare avanti i temi che sono più in cima all’agenda, come la questione dei richiedenti asilo. Il neoassessore – e come lui anche Ugo Rossi – si è guardato bene dal fare accenno ai temi chiave su cui si è giocata l’ultima partita prima del siluramento di Donata Borgonovo Re ad opera del presidente della Provincia.
Questo in gergo si chiama “il gioco delle sedie” e resta uno dei grandi classici che diverte i bambini (ma a quanto pare non solo loro). Si mettono degli sgabelli al centro di una stanza, uno in meno rispetto ai giocatori, e parte la musica. Tutti lasciano il loro posto e cominciano a girare in tondo, fino a quando il suono si interrompe e ci si deve sedere. Chi rimane in piedi ha perso e così via fino a quando non ne resta uno solo.
Questa volta a restare in piedi è toccato a Donata Borgonovo Re. Proprio a lei, che alle provinciali del 2013 raccolse oltre 10mila preferenze. Ma evidentemente i compagni di partito hanno dimenticato in fretta e oggi Borgonovo è diventata il capro espiatorio su cui scaricare l’incapacità di un’intera classe dirigente. Un’incapacità di cui abbiamo avuto la riprova in questi giorni con l’inserimento di Luca Zeni, che – a parte un’ambizione smisurata – sta dimostrando di non avere una visione politica differente da quella dei suoi predecessori.
E allora, perché questa sostituzione, se nella sostanza non cambia e non cambierà nulla? Per noi del MoVimento 5 Stelle era già tutto chiaro sin dall’inizio. Non si è trattato altro che di una faida interna alla maggioranza, il cui risultato è stato una nuova spartizione di poteri e di poltrone. Niente di nuovo, se non che, sul campo di battaglia, rimane il cadavere della sanità trentina e a farne le spese saranno, ancora una volta, i cittadini.

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