Riccardo Fraccaro BLOG

Nardella fu allertato dall’Unesco dei rischi per Firenze. Il Pd dissesta i Comuni! #Lungarno

260516Il renzismo sprofonda definitivamente nella voragine che ha inghiottito 200 metri di strada in pieno centro a Firenze dopo il crollo del Lungarno. Il disastro del 25 maggio, che solo per un caso fortuito non ha procurato vittime, era tutt’altro che imprevedibile: il sindaco Nardella fu allertato dall’Unesco, già un anno fa, dei rischi idrogeologici per la città e ha ignorato questo allarme. Il Pd dissesta i Comuni e il Paese!

 

Con una lettera che risale esattamente ad un anno fa, l’Unesco ha espresso fortissime preoccupazioni per le condizioni di Firenze decidendo di porre la città sotto osservazione. È questo il risultato quando chi guida un Comune si occupa solo di propaganda invece di amministrare nell’interesse dei cittadini.

 

L’Unesco, tramite il consiglio internazionale della tutela dei siti, critica i progetti di costruzione delle linee tram, del mini-treno nel centro storico, dei parcheggi sotterranei e del tunnel per il Tav. Grandi e dannose opere, a cui si aggiungono ad altri lavori sotterranei, con un impatto enorme per una città come Firenze. L’Organizzazione internazionale si sforza di proteggerla, rilevando che “il Centro Storico di Firenze è soggetto ad allagamenti” e “la situazione idrogeologica di larga parte della città, incluso il centro città, sono classificati con un grado di rischio molto elevato (R4)”. Per questo L’Unesco raccomanda almeno “misure di mitigazione per i progetti sotterranei, con particolare riguardo ai problemi di vibrazioni e allagamento”. Qui la lettera completa e tradotta.

 

Il successore di Renzi, invece, ha fatto orecchie da mercante anche di fronte alle decine segnalazioni arrivate fino a poco prima del crollo. La società che gestisce la rete, la Publiacqua, è partecipata dall’Acea di Caltagirone, dalla francese Suez e da Monte dei Paschi. I cittadini pagano le bollette più care d’Italia solo per garantire le poltrone al Giglio magico: prima il direttore dell’Unità D’Angelis e il ministro Boschi, scelti da Renzi rispettivamente come Presidente e componente del cda, ora il marito della fedelissima De Siervo, fondatrice di Noi Link che ha finanziato il nominato premier, e Massei, coordinatrice della Leopolda 2013.

 

Ora ci sono milioni di euro di danni, rischi di ulteriori crolli con la rete idrica compromessa e gravissimi danni d’immagine nel mondo. È così che il Pd amministra le città! È proprio contro questa gestione fallimentare che distrugge le risorse pubbliche per consentire ai privati di guadagnare e ai politici di fare carriera che i sindaci del M5S stanno lottando. Ed è quello che faranno dalle prossime amministrative per restituire ai cittadini i territori che il Pd sta saccheggiando.

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