Riccardo Fraccaro BLOG

Mille giorni di bluff: le ultime ciance di Renzi

renziballeDopo questi primi 7 mesi di Governo in caduta libera, con il suo intervento in Aula Renzi ha iniziato a raschiare il fondo del barile. Le fantasiose promesse fatte in campagna elettorale sono state sconfessate, una ad una, dalla dura realtà delle condizioni economiche e sociali del Paese. Così, dopo aver raggirato i cittadini con le “riforme in tre mesi”, il premier ha avviato una nuova campagna promozionale. Il suo nuovo slogan è che questa è l’ultima chance per il Paese. Sono invece le ultime ciance di un televenditore alla frutta a cui non crede più nessuno, nemmeno la sua stessa maggioranza. Sono le mille balle blu.

Con questo Governo l’Italia è piombata in recessione, la disoccupazione ha raggiunto livelli record, la tassazione è aumentata a livelli vertiginosi, il Pil continua a peggiorare e la democrazia è sotto attacco. Renzi continua a fingere di volersi occupare delle emergenze economiche e sociali, ma traspare sempre di più che l’unico programma di Governo è quello siglato al Nazareno con Berlusconi. Nonostante la drammatica crisi che sta travolgendo milioni di cittadini, il premier ha parlato dell’urgenza di riformare la giustizia con il pregiudicato per “cancellare il violento scontro ideologico del passato” nel nome dell’inciucio. E infatti ha attaccato la magistratura per difendere gli indagati, nel suo partito e nelle lobbies da cui prende gli ordini, quando invece mai come oggi è dirimente la questione morale. Ha parlato della volontà di affossare ulteriormente il mondo del lavoro con il taglio dei diritti sociali, già iniziato con la precarizzazione selvaggia del Job Acts che culminerà con la cancellazione dell’articolo 18. E infatti ha annunciato la riduzione degli ammortizzatori sociali, quando invece è di vitale importanza introdurre il reddito di cittadinanza. Ha parlato della necessità di risolvere la stretta creditizia dicendo che “se le banche faranno la loro parte investendo i 200 miliardi della Bce, ci sono le condizioni per ripartire”. Ma si è guardato bene dall’imporre per legge agli istituti di credito di erogare soldi alle famiglie e alle imprese.

 

Insomma, Renzi ha parlato. Anche troppo. Ma non ha fatto nulla per risollevare il Paese, sperando di risolvere l’azione di Governo su twitter. Solo annunci, fatti zero. Un esempio: la legge sui diritti civili. Renzi ha detto che sarà approvata alla fine dei mille giorni. Quando invece, a giugno, aveva promesso l’approvazione del provvedimento entro settembre! L’unico passaggio sensato del suo discorso è stato quello sul voto anticipato: “Si arriva al 2018 solo se si fanno le riforme istituzionali e la legge elettorale”, dice Renzi. È proprio per impedire lo smantellamento della Costituzione e della democrazia chiesto a gran voce dai tecnocrati europei che prima si torna a votare, meglio è per il Paese. I cittadini non si possono permettere mille giorni di promesse fatte per nascondere gli innumerevoli fallimenti di un Governo che vuole ridurci schiavi della Troika.

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