Riccardo Fraccaro BLOG

Manette per il deputato Pd Genovese, ma Renzi non chiede le sue dimissioni. Lo nomina vicepremier?

genovese-renziani-131014195759_bigIl deputato renziano del Pd Francantonio Genovese arriva primo nella gara tra i parlamentari a ricevere una richiesta di arresto in questa legislatura. Si è guadagnato sul campo il trofeo essendo già indagato per abuso d’ufficio: il M5S chiese al Pd di ritirarlo dalle liste di candidati alle ultime politiche, invece il comitato dei garanti lo spedì alla Camera. Ora quell’inchiesta è sfociata in una richiesta di carcerazione per associazione per delinquere, riciclaggio, peculato e truffa. Per il Pd, si sa, questi bei titoli fanno curriculum. Così Genovese resta incollato alla poltrona e continuerà a godere dell’impunità parlamentare: Renzi si guarda bene dal chiedere le sue dimissioni, magari con una slide “Parlamento pulito”. Lo farà vicepremier?

Non serve a nulla che il deputato si sia sospeso dal Gruppo e dal partito, anche il provvedimento di arresto è sospeso in quanto rivolto ad un parlamentare che gode dell’immunità: ora gli atti dovranno essere trasmessi alla Giunta e poi la relazione dovrà essere votata dall’Aula. Genovese continuerà ad essere un deputato della Repubblica eletto dal Pd e pagato dai cittadini, mentre la Polizia lo aspetta fuori da Montecitorio per eseguire la misura cautelare prevista per i reati che gli sono contestati.

Parliamo di appropriazione di fondi assegnati per lo svolgimento dei corsi di formazione attraverso Enti di formazione e società appositamente create, grazie a prezzi gonfiati per l’acquisto di beni e servizi o, addirittura, a prestazioni totalmente simulate. È accusato di essersi intascato, insieme ai suoi complici che hanno quasi tutti incarichi nel Pd, circa 6 milioni di euro di finanziamenti regionali, statali e comunitari destinati alla formazione professionale. Con questa enorme massa di denaro pubblico, Genovese ha messo in piedi una rete clientelare che gli consentiva di foraggiare il proprio bacino elettorale ed essere il più votato del Pd in tutta Italia. Un altro record di cui andare orgoglioso, bravo Renzi.

Visto che la magistratura ha disposto il suo arresto perché accusato di essersi fatto eleggere comprando i voti con i soldi pubblici, il minimo che il segretario del suo partito dovrebbe fare è cacciarlo a calci da Montecitorio. Invece, anche se il M5S lo aveva additato già a gennaio come impresentabile, il Pd lo ha voluto candidare a tutti i costi perché portava consensi per le elezioni politiche: ora sappiamo dove prendeva tutti questi voti. I cosiddetti democratici sono passati sopra anche al mastodontico conflitto di interessi di Genovese, che è anche azionista e dirigente di una società che opera sullo Stretto di Messina. In cambio, alle ultime buffonarie del Pd il deputato in attesa di manette si è fatto fulminare sulla via della rottamazione e ha fatto convogliare i suoi pulitissimi voti a sostegno di Renzi. A questo punto non gli resta che nominarlo vicepresidente del Consiglio: è #lasvoltabandita.

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