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Mancato stanziamento dei fondi per i MAG: il silenzio di Gentiloni, Rossi e Kompatscher lede i diritti dei cittadini del Trentino Alto Adige

«I messaggi autogestiti a titolo gratuito (MAG), previsti dalla legge 28/2000, assicurano la parità di accesso ai mezzi di comunicazione durante le campagne elettorali, in modo che i cittadini possano documentarsi sulle proposte delle diverse forze politiche in campo. Per garantire tale diritto, ogni anno il Ministero per lo Sviluppo Economico stanzia dei fondi e li ripartisce su base demografica a tutte le regioni. Tutte tranne il Trentino Alto Adige: le province di Trento e Bolzano, escluse in base a una discutibile interpretazione degli Accordi di Milano (legge 191/2009), restano a bocca asciutta». Lo dichiara in una nota il deputato M5S Riccardo Fraccaro, che in questi giorno ha depositato una nuova interrogazione sul tema.

«Quella del mancato stanziamento dei fondi per i MAG alle emittenti private del Trentino Alto Adige – spiega Fraccaro – è una vicenda che si trascina da almeno 8 anni tra l’indifferenza del Governo centrale e la complicità delle due province. Nel 2011 fu il Comitato provinciale per le comunicazioni di Trento a segnalare l’anomalia, mentre in questa legislatura è stato il M5S a intervenire più volte a livello provinciale, regionale e nazionale con interrogazioni e ordini del giorno, ottenendo come unico riscontro il silenzio del Governo e delle Giunte di Trento e Bolzano, evidentemente accumunati dalla paura di garantire il libero accesso ai mezzi di informazione a comitati referendari e a forze politiche diverse dai partiti tradizionali.

La risorse finanziarie, per quanto limitate, sono importanti per le emittenti private e consentono a tutte le forze politiche di trasmettere le loro proposte nelle radio e Tv locali senza intermediazione, mentre i cittadini, a maggior ragione in una regione caratterizzata dalla presenza di minoranze linguistiche che non si informano sui canali nazionali, possono essere informati in maniera completa. È per affermare questo diritto – conclude Fraccaro – che ho voluto riportare nuovamente il tema all’attenzione del Consiglio dei Ministri con un’interrogazione alla Camera dei Deputati (4/19020), confidando in una risposta risolutiva affinché siano tutelati, una volta per tutte e come nel resto del Paese, i diritti fondamentali dei cittadini del Trentino-Alto Adige/Südtirol».

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